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Così Apple Watch aiuterà i malati di diabete

All’inizio riceverà i dati provenienti da un dispositivo esterno. Ma per il futuro si pensa a un sensore integrato nella cassa dell’orologio

Una delle frontiere più promettenti per il mondo dei dispositivi indossabili è quella delle applicazioni per la salute e il benessere. Gli smartwatch e i cosiddetti wearables - questa è la promessa dei produttori - un giorno saranno in grado di monitorare i nostri parametri vitali, mostrarceli su un display ed eventualmente condividerli col nostro medico di famiglia.

Il futuro è d’obbligo, giacché finora gli unici dati che possono essere acquisiti con buona approssimazione da un dispositivo indossabile sono il battito cardiaco e il movimento. I principali colossi del panorama tecnologico, da Apple a Samsung, da Lg a Microsoft, starebbero però già valutando la possibilità di inserire all’interno dei loro orologioni tuttofare dei sensori sempre più raffinati, capaci cioè di spingersi ben oltre l’attuale spettro di applicazioni.

Fra le varie soluzioni al vaglio c’è anche la possibilità di fare degli smartwatch dei veri e propri rilevatori per la misura del glucosio nel sangue, parametro fondamentale per la cura del diabete. Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, Apple starebbe lavorando con gli sviluppatori per offrire un’alternativa più utile e pratica ai classici glucometri oggi in commercio. Il primo step sarà quello di un’applicazione per Watch capace di interagire con un sensore Dexcom da applicare a contatto con la pelle. Attraverso un’applicazione scaricabile da iTunes, in pratica, lo smartwatch di Apple, sarebbe in grado di ricevere i dati inviati ogni cinque minuti dal sensore mostrando ai malati di diabete la curva glicemica e tutti gli altri valori utili.

 

I piani per il futuro sono però più ambiziosi. Trattandosi di un dispositivo già a contatto con la pelle, Apple starebbe pensando alla possibilità di bypassare l’impiego di trasmettitori esterni per fare del Watch un vero e proprio analizzatore all-in-one per il diabete. Il vero scoglio da superare riguarda ovviamente la normativa. Affinché uno strumento sia ritenuto idoneo per la misura della glicemia è necessaria l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA), l’organismo supremo che vigila sulla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Tuttavia, fa notare ancora il Wall Street Journal, le maglie della legislazione si stanno allentando, lasciando ai produttori tecnologici e agli sviluppatori un margine più ampio per lavorare sull'ipotesi di un sensore integrato.

Secondo un’analisi effettuata da Credite Suisse, nel mondo ci sono oggi circa 400 milioni di persone che soffrono di diabete di tipo II, per una spesa sanitaria associata pari a circa 376 miliardi di dollari l'anno. Per molti di questi pazienti, i 350 dollari necessari per l'acquisto di un oggetto come l’Apple Watch potrebbero essere ampiamente giustificati dalla prospettiva di un miglioramento della qualità di vita.

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