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Un miliardo di iPhone venduti: perché è un risultato sensazionale

Tecnologia, design, marketing: ecco cosa c’è dietro il dirompente successo del telefonino di Apple

Nonostante i risultati finanziari poco brillanti dell’ultima trimestrale, Apple ha di che consolarsi. A nove anni dal debutto, la società californiana ha raggiunto lo storico traguardo del miliardo di iPhone venduti.

A darne l’annuncio un raggiante Tim Cook, in occasione di un meeting aziendale: “L’iPhone è diventato uno dei più importanti prodotti di successo, capace di cambiare il mondo”, ha commentato il numero uno della società californiano brandendo il miliardesimo telefonino uscito dagli stabilimenti.

Un oggetto di lusso apprezzato dal mercato di massa
Entusiasmo più giustificato quello del CEO australiano, soprattutto in considerazione della dote che il Melafonino ha portato a Cupertino. Se oggi Apple è un colosso da oltre 530 miliardi di capitalizzazione lo deve, in gran parte, proprio ai numeri dell’iPhone, responsabile – da solo – di oltre il 60% del fatturato del marchio.

L’impresa è tanto più sensazionale se si considera il prezzo medio di vendita del prodotto: dal 2007, data dell’avvio alla commercializzazione ad oggi, il cartellino dell’iPhone si è sempre mantenuto su standard tariffari molto elevati, con alcune punte (si pensi all’attuale iPhone 6S Plus da 128 GB) da oltre 1000 euro.

L’intuizione di Apple è stata soprattutto questa: aver compreso di poter vendere un bene di lusso con dinamiche (e numeri) da mass-market.

Dal multitouch a Siri, tutte le innovazioni del Melafonino
A rendere possibile quello che secondo molti analisti è uno dei più straordinari miracoli dell’era moderna, è un mix di fattori concomitanti, tutti egualmente vincenti.

C’è innanzitutto un discorso tecnologico: quando il primo iPhone è arrivato sul mercato, era il giugno del 2007, lo stacco con il passato è apparso subito evidente.

Merito di una serie di innovazioni capaci di fare la differenza: il multitouch, il sistema che ha aperto le porte all’interazione basata su touch screen è forse l’emblema di questo vantaggio competitivo costruito in laboratorio, ma non bisogna dimenticare l’App Store, Siri, il lettore di impronte digitali, il 3D Touch, oltre – naturalmente – ad iOS, il sistema operativo che ancora oggi rappresenta l’anima del telefono.

Un design iconico
Apple ha lavorato in maniera egregia anche sul design: se dopo 9 anni quasi tutti gli smartphone in commercio richiamano – chi più, chi meno - i tratti stilistici dell’iPhone, significa che c’è del buono in ciò che è stato partorito dalle matite di Jony Ive e soci. I quali, bisogna dirlo, hanno avuto anche il merito di comprendere a tempo debito che il mercato stava virando verso schermi di grandi dimensioni.

Il marketing ha fatto il resto, regalando all’iPhone quella sorta di allure che ancora oggi è fra i tratti distintivi del telefono. L’iPhone, bisogna riconoscerlo, è diventato un oggetto desiderabile, forse ben al di là dei suoi meriti sul campo, grazie alla capacità di Apple di esaltarne le sue virtù, l’eleganza, le sue qualità, attraverso un’analisi attenta (ma bisognerebbe dire maniacale) di tutte le leve d'acquisto.

Anche su questo fronte Cupertino ha fatto scuola. Basta fare un salto sui siti Internet della concorrenza per avere un’idea dell’impatto che ha avuto il "modello iPhone" sulla comunicazione e sui mezzi promozionali di tutto il settore.

Verso il secondo miliardo di dispositivi?
A distanza di 9 anni, con il mercato che comincia a dare i primi segni di saturazione, vien da chiedersi cosa si inventerà Apple di nuovo per allungare la striscia di successi del suo cavallo di razza.

Per scoprirlo non dovremo attendere molto. Già a settembre, con l’arrivo del nuovo iPhone 7, capiremo se Apple può ragionevolmente pensare al secondo miliardo di dispositivi venduti; o se invece dovrà pensare a un nuovo genere di consumo, più innovativo, sorprendente e attraente di quello che in fin dei conti resta pur sempre un telefono. 

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