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Apple Music: come funziona il servizio che vuole annientare Spotify

30 milioni di canzoni in streaming al costo di 9,99 euro al mese. Tutto sulla nuova offerta musicale di Cupertino

La musica in download non tira più. Al giorno d’oggi gli utenti preferiscono noleggiare le proprie canzoni a un tot al mese, questione di comodità.

Così Apple ha deciso: gli investimenti nel settore audio dovranno concentrarsi sullo streaming. Il primo passo – a dire il vero un po’ incerto – in questa direzione era stato compiuto già lo scorso anno di questi tempi con il lancio di iTunes Radio (mai arrivato in Italia).

Ora però il colosso di Cupertino è pronto a sferrare il colpo decisivo con un servizio - nome ufficiale Apple Music - che si pone in diretta concorrenza con Spotify, Deezer e tutti i principali contenitori digitali che permettono l'ascolto di musica a sbafo grazie a un semplice abbonamento.

 

30 milioni di tracce a 9,99 euro al mese
L’idea è molto semplice: Apple è pronta a mettere a diposizione un catalogo di 30 milioni di brani (senza limiti) a tutti gli utenti (anche quelli Android) che scaricheranno l’app Music sul proprio dispositivo. Il tutto a un costo fisso di 9,99 euro al mese o di 14,99 euro per l’abbonamento famiglia (fino a 6 utenti).

La società di Cupertino ci tiene a sottolineare il valore che verrà dato al servizio dai suoi curatori. “Apple ha incaricato gli esperti di musica più talentuosi al mondo di creare le playlist perfette in base alle preferenze degli utenti”, si legge sul comunicato rilasciato dalla società: “più gli utenti ascoltano brani, più i curatori musicali sono accurati”.

Chi utilizzerà l’applicazione da dispositivo Apple, potrà inoltre contare inoltre sulla possibilità di interagire con Siri. Basterà ad esempio chiedere all’assistente vocale “Riproduci i migliori brani del 1994”, “Riproduci la canzone più bella di FKA twigs” o “Qual era il brano numero uno nel febbraio del 2011?” per avviare la riproduzione in tempo quasi reale.

Beats 1, ecco la prima radio tematica di Apple
Non mancheranno, ovviamente, le radio tematiche, fra le quali vale la pena segnalare Beats 1, una stazione creata da Apple che trasmetterà in diretta in oltre 100 Paesi sfruttando la collaborazione con alcuni Dj di fama internazionale (Zane Lowe, Ebro Darden, Julie Adenuga).

Fra le risorse integrate nell’app per iOS spicca inoltre uno spazio interamente dedicato alla relazione fra cantanti e fan. Si chiama Connect ed è in buona sostanza una sezione di Apple Music nel quale gli artisti potranno condividere testi, foto del backstage, video, nonché tracce in anteprima. Gli appassionati, dal canto loro, potranno commentare o mettere un Like ai contenuti pubblicati e condividerli via Messaggi, Facebook, Twitter e email.

Cosa può dare di più Apple al mercato
Apple Music, che sarà disponibile dal prossimo 30 giugno, si affaccia in un mercato ben presidiato da alcuni brand storici dello streaming muiscale. Spotify e Deezer sono al momento i top player del settore (insieme fanno più di 75 miulioni di abbonati), ma il panorama è ricco di alternative più o meno concorrenziali, come Tidal, Rdio, Google Play Music All Access. Dal canto suo Apple conta di sfruttare il suo enorme potere di negoziazione con le major e ovviamente la possibilità di sagomare la migliore esperienza d’uso per i suoi device (iPhone, iPod e iPad).

Resta da capire in che modo la concorrenza saprà reagire all’annuncio, sia in termini di costi, sia per ciò che riguarda la value proposition. Spotify, scrive The Verge, starebbe pensando di modificare la sua offerta “famiglia” (allineata a quella di Apple in termini di prezzo, ma non come numero di utenti) e lo stesso potrtebbe fare Rdio nelle prossime settimane. In quest’ottica andranno valutati gli sforzi dei fornitori di servizi per ciò che riguarda l’alta definizione. Tidal e Deezer dispongono già di un catalogo in formato lossless [leggi la prova di Deezer Elite] ma è presumibile che tutto il mercato - prima o poi - convergerà verso i contenuti di qualità.

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