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Mappe iOS, Apple compra WifiSLAM e prepara le mappe indoor

Dopo Google e Microsoft, ora anche Apple decide di puntare sulle mappe per esplorare dentro gli edifici. L'acquisizione di WifiSLAM per 20 milioni di dollari mostra quanto ancora siano importanti per Cook le tanto criticate maps di casa

Maps Cycle

– Credits: Steven Vance @ Flickr

Nonostante l’esordio singhiozzato, le figuracce, le lettere di scusa e il pubblico ludibrio, a nove mesi di distanza dal lancio della sua applicazione mappe, Apple non sembra intenzionata a gettare la spugna. Dopo aver passato mesi a limare gli spigoli e a collezionare segnalazioni dagli utenti, oggi da Cupertino arriva notizia di un’acquisizione importante. Con un investimento di circa 20 milioni di dollari, Apple ha acquisito WifiSLAM, una compagnia specializzata in mappe indoor.

WifiSLAM consente al tuo smartphone di individuare con precisione e in tempo reale la tua localizzazione (e quella dei tuoi amici) con una precisione di 2,5 metri” si legge sul sito AngelList della startup “utilizzando unicamente i segnali WiFi già presenti negli edifici.

C’è quindi da aspettarsi che a breve Apple estenda il raggio d’azione delle sue mappe all’interno di alcuni edifici, cosa che Google ha già da tempo tempo reso possibile con le proprie Indoor Maps (oggi attive in 12 paesi).

Quella che potrebbe sembrare un altro passo nell’accidentato inseguimento di Google, è in realtà una mossa obbligata per rimanere a galla nel panorama sempre più competitivo delle app di geolocalizzazione. Microsoft, nelle sue Bing Maps , ha già cominciato a fornire un servizio di mappatura indoor, ma c’è anche chi, come Nokia, Sony e Samsung hanno creato un vero e proprio consorzio, la In-Location Alliance , che si pone lo scopo di unire le forze per sviluppare un servizio di mappatura indoor capace di competere con quello di Google.

Ma perché tutta questa attenzione verso le mappe indoor? Esistono diversi motivi, ma ancora una volta quello principale si chiama pubblicità. Avere a disposizione un servizio di geolocalizzazione che copra in maniera affidabile l’interno degli edifici consentirebbe, per fare un esempio, di dispensare pubblicità personalizzata e geolocalizzata nei centri commerciali, assicurandosi che l’utente la riceva quando già si trova in prossimità del rivenditore in questione.

È dunque chiaro che la guerra delle mappe deve ancora entrare nel suo vivo e che il predominio di Google sembra ancora troppo solido per essere intaccato. Ma anche se molti si divertono ancora a sbeffeggiare gli scivoloni di Apple in tema di geolocalizzazione, a Cupertino sembrano aver deciso di continuare per la loro strada, e considerando la potenza di fuoco di Apple, Google farebbe bene a non abbassare la guardia.

Negli ultimi giorni, dall’ufficio brevetti americano ha fatto capolino un brevetto che descrive un innovativo sistema per la creazione di mappe che si avvarrebbe delle centinaia di milioni di iPhone attivi nel mondo (e delle loro fotocamere). Nel frattempo, alcuni sviluppatori mostrano di cominciare a preferire le mappe iOS a quelle di Mountain View.

La corsa è ormai cominciata, la competizione è sopra i livelli di guardia, non possiamo dire che riuscirà a spuntarla, ma una cosa è certa: chi si ferma anche solo per respirare è finito.

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