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Android L: come cambia il sistema operativo di Google

Più pulito, più dinamico e ricco di opzioni nell'area notifiche. Ecco come si presente il nuovo sistema operativo del robottino verde

Di Android L si parla almeno da tre mesi. Da quando cioè Google ha annunciato le linee guida che orienteranno nei prossimi mesi produttori e sviluppatori della scuderia del robottino verde. Ma cosa c’è di concreto dietro al nome in codice che identifica il futuro sistema operativo per il mondo Android?

Un’anteprima pubblicata da SamMobile ci aiuta a capire meglio come cambierà la piattaforma più diffusa nel mondo dei dispositivi mobili. In essa si può apprezzare la prima vera prova pratica di Android L su un dispositivo di largo consumo: un Samsung Galaxy S5.

Un'interfaccia più fresca
Benché si tratti un release ancora provvisoria e per di più montata su un device dotato di un’interfaccia proprietaria (TouchWiz UI), tutte le principali differenze con KitKat (Android 4.4) saltano all’occhio. Il Galaxy S5 aggiornato ad Android L si presenta con alcune funzioni chiave - composizione di chiamata, messaggi, calendario, orologio - riprogettate da zero. L’impressione generale è di una maggiore freschezza e pulizia, forse anche per la scelta di utilizzare un tema bianco in luogo dell’attuale blu.

La nuova schermata di blocco ora mostra le notifiche in aggiunta alla data e all'ora e, cosa più importante, consente di attivare e disattivare le notifiche di qualsiasi applicazione desiderata (così da limitare il contenuto di notifica visualizzato). Sempre in tema di notifiche va segnalata la possibilità di ricevere avvisi riguardanti chiamate in arrivo, messaggi e batteria senza interrompere le attività correnti, una feature che sarà senza dubbio apprezzata dai videogiocatori incalliti.

Con Mirrorlink il telefono entra in auto
Dal punto di vista delle performance, Android L utilizza un nuovo ambiente di runtime (ART) che dovrebbe garantire velocità più elevate rispetto a KitKat. Il condizionale è d’obbligo, giacché, per il momento, la build disponibile è ancora in fase embrionale. Giudizio sospeso anche sulle animazioni in-app, non attive in questa versione del software.

Fra le nuove risorse vale infine la pena sottolineare la presenza di un nuovo strumento Appunti, che permette di mantenere una cronologia degli screenshot e dei testi copiati, e l’integrazione di MirrorLink, lo standard che consente di duplicare lo schermo di smartphone e tablet sui cruscotti delle auto compatibili (fra le quali Honda, Peugeot-Citroën, Toyota e Volkswagen).

Android L dovrebbe fare il suo debutto ufficiale entro la fine dell’anno. Difficile che Google decida di mantenere l’attuale denominazione; pià facile che la grande G decida di optare per un nome più frizzante (in perfetta tradizione Android). Sarà forse Lollipop?

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Uno schermo più grande, certo, ma anche la possibilità di utilizzare un software più aperto che allargherà gli orizzonti delle applicazioni. Così il nuovo Melafonino mira a conquistarsi le simpatie di chi, fino ad oggi, ha sempre privilegiato i dispositivi motorizzati Google 

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