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Sicurezza

WhatsApp: tutti i virus conosciuti (e ancora in circolazione)

Questo si riceve via email e inganna sulla presenza di un messaggio vocale da leggere prima che scada. Una minaccia non isolata, purtroppo

Secondo gli ultimi dati di We Are Social, WhatsApp è la terza piattaforma di social media più usata in Italia, con il 48% di utenti attivi. Considerando che gli iscritti a servizi del genere, nel nostro paese, sono 31 milioni, vuol dire che a scrivere su WhastApp siamo quasi in 15 milioni. Se un hacker dovesse ottenere anche solo 1 euro da una truffa a ognuno di noi, si metterebbe in tasca 15 milioni di euro, mica spiccioli.

Capirete quindi che giocare a guardia e ladri intorno al client di messaggistica, e a tutto ciò che lo circonda, può portare notevoli benefici per i criminali informatici. Solo in questo modo si può spiegare la crescita esponenziale delle minacce che puntano a ingannare i digitatori da smartphone, mirando al loro interesse circa l’applicazione mobile e la controparte su computer (qui come si usa).

Ecco allora tutti i virus conosciuti e ancora in circolazione (qui il più recente), che hanno colpito sia direttamente le chat di WhatsApp che le comunicazioni via posta elettronica, inviate dai cybercriminali, che si celano dietro indirizzi fasulli per imbrogliare chi crede che a scrivere sia davvero il team della compagnia americana, da tre anni di proprietà di Facebook.

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Aprile 2017: il messaggio vocale nelle email
Il virus più recente si riceve nella casella di posta elettronica e invita ad ascoltare un messaggio vocale cliccando su un link. Come ha scoperto l’agenzia di sicurezza Eset, che produce l’antivirus NOD32, l’indirizzo in questione non è altro che un sito maligno che installa in automatico un malware nello smartphone.

L’obiettivo? Rubare i dati della rubrica, i messaggi e le password delle app installate, comprese quelle di Banca e Poste. Difendersi non è impossibile, prima di tutto pensandoci due volte prima di aprire certi messaggi di posta e poi installando un’app che scansiona email e app sul cellulare, tra cui alcune gratuite, basta cercare “antivirus” sugli store.

Gennaio 2017: le emoticon maligne
Apparsa tra le finestre di chat qualche mese fa, la promessa delle nuove, incredibili, emoticon animate, non era nient’altro che una pericolosa catena infetta. Il messaggio “Bellissime le nuove emoticon animate di WhatsApp http://xy5.co/emoticon" (può anche cambiare eh) nascondeva il link a un cosiddetto trojan, un tipo di minaccia che punta a sottrarre informazioni personali sullo smartphone, puntando sulla curiosità degli iscritti.

Giugno 2016: il rinnovo inesistente
All’inizio della scorsa estate, sempre via email, si riceveva una comunicazione circa l’invito a rinnovare l’abbonamento al servizio di chat. In quell’occasione era stata la Polizia di Stato a lanciare l’allarme: da qualche anno WhatsApp è diventato gratuito per tutte le piattaforme, quindi non c’è motivo di prolungare alcun contratto, tantomeno ricevuto sull’account di posta visto che la compagnia americana non ha i nostri indirizzi email, tranne che non sia stato l’utente singolo a fornirlo in Impostazioni –> Account –> Verifica in due passaggi –> Cambia indirizzo email. Ma anche in quel caso il team non ci scriverà mai lì, rassegnamoci.

Maggio 2016: la versione Gold
Quando le videochiamate non erano ancora una realtà, si era diffusa tra le chat la bufala della versione gold di WhatsApp da scaricare, per beneficiare degli aggiornamenti. Inutile dire che si trattava di un virus autoinstallante, dopo aver premuto sul fatidico link verso l’app fantasma. Non esiste alcun WhatsApp Gold, e mai esisterà, probabilmente.

Settembre 2015: il gruppo ingannevole
Non lo hanno ricevuto in molti ma è stata la stessa Polizia a segnalarlo: un messaggio proveniente da un utente chiamato Gruppo WhatsApp (serve tanta fantasia per fare i ladri) informa che il proprio numero è stato scelto come vincitore di un certo premio. Per saperne di più bisogna cliccare sul link suggerito. Nemmeno a dirlo: è una truffa con virus pronto a insediarsi sul cellulare.

Settembre 2015: il messaggio in segreteria
Per essere chiari: WhatsApp non offre un servizio di segreteria telefonica. Se una email dice il contrario si tratta evidentemente di un messaggio che nasconde un virus, da cancellare senza troppe remore.

La minaccia su WhatsApp Web
Per fortuna la falla è stata già tamponata ma, secondo gli esperti di Check Point, fino a qualche tempo fa permetteva a un hacker di ottenere l’accesso ai messaggi e alla lista di contatti del servizio tramite l’apertura di una foto-virus, inviata a uno specifico utente che, ignaro, ci cliccava su. Come detto, il bug riguardava prettamente il client desktop, ed è stato risolto.

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