Sicurezza

Spionaggio, Merkel intercettata e mazziata

La Germania ha chiesto alla Nsa di entrare in un'organizzazione spionistica anglofona. Ricevendo una risposta umiliante.

– Credits: Sean Gallup/Getty Images

Lo scandalo planetario della Nsa americana che intercettava (e forse intercetta ancora) il telefonino della Merkel si è trasformato in uno smacco politico clamoroso per il capo del governo tedesco. La reazione della Cancelliera alla scoperta che di essere spiata dagli americani, infatti, è stata molto diversa da quella che le veline di Berlino hanno voluto accreditare presso l’opinione pubblica mondiale. Dopo un comprensibile sdegno, richiesta di spiegazioni, rimostranze diplomatiche, tutto è tornato nel suo alveo naturale: la diplomazia. Pochi giorni fa lo ha svelato il Financial Times pubblicando l’inchiesta di Richard McGregor sull’organizzazione chiamata “Five eyes”. I “cinque occhi” sono quelli di Usa, Canada, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia che, nel 1946, decidono di creare un coordinamento internazionale per lo scambio di informazioni segrete e, ovviamente, rubate con i metodi dello spionaggio. Il braccio operativo dei “cinque occhi” per parte americana è proprio la Nsa, la National Security Agency che è quella che ha intercettato anche il telefonino della Merkel le cui conversazioni è possibile che siano state messe a disposizione degli altri “quattro occhi”.

Nata per motivi di sicurezza militare, l’organizzazione, informale ma efficientissima, può oggi servire a qualsiasi scopo: conoscere gli orientamenti in politica estera del Paese leader dell’Europa, nel caso della Merkel, oppure essere pronti a reagire a delle decisioni di natura commerciale delle multinazionali francesi oppure combattere sul terreno delle informazioni le multinazionali europee nel complesso e delicatissimo scacchiere energetico che coinvolge i rapporti con la Russia.

Dopo aver saputo dell’esistenza di “Five eyes” e dell’attività spionistica della Nsa, il Financial Times spiega che lo sdegno di prammatica, la Merkel ha chiesto alla Nsa che i servizi segreti tedeschi fossero accettati all’interno della organizzazione in cambio della garanzia che la Germania non venisse più fatta oggetto dell’attività di spionaggio da parte degli altri “occhi”. Ma la richiesta della Merkel è stata respinta senza molti complimenti. Gli Stati Uniti hanno rifiutato la richiesta perché, spiega il giornale, secondo gli Usa “gli ultimi arrivati nella anglosfera non sono graditi nel club”. E, citando una fonte anonima, il giornale mette tra virgolette questa frase: “Nessuno dei componenti crede che l’accordo dovrebbe essere allargato ad altri” perché “non c’è nessun interesse a farlo”.

Quello che colpisce non è il senso pratico della Merkel, ma il fatto che su un tema così delicato la Germania abbia preferito provare ad entrare in un club guidato dagli Stati Uniti piuttosto che costruire un sistema europeo di informazione e sicurezza. Anche in questo caso ciò che importa alla Germania non è un’Europa competitiva rispetto alle altre aree del mondo, commerciali e/o diplomatiche, ma la difesa del (legittimo) interesse nazionale. Mortificato da un rifiuto umiliante. 

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