Sicurezza

Parla Snowden: “Europa al servizio della NSA”

La fonte del Datagate è intervenuto in streaming al South by Southwest di Austin e ha scritto al Parlamento Europeo: "Ci stiamo giocando il futuro di Internet"

"A Virtual Conversation With Edward Snowden", Austin, Texas SXSW 2014 – Credits: Michael Buckner/Getty Images

Si è rifatto vivo il ragazzo che ha contribuito a svelare uno degli inciuci poltico-sociali più esplosivi degli ultimi anni. Edward Snowden, attualmente in esilio in Russia, è apparso in video durante la manifestazione tecnologica South By Southwest in Texas per tornare a parlare di NSA, USA e privacy. Lo ha fatto da una poltrona russa, l’unica nazione che si è offerta, dopo le rivelazioni dell’estate 2013, di concederli ospitalità. Snowden ha parlato all’interno di un incontro organizzato dall’associazione American Civil Liberties Union, che si batte in difesa dei diritti delle persone, anche nel contesto del mondo digitale.

“Stanno bruciando il futuro di Internet – ha detto Snowden a riguardo della NSA – abbiamo bisogno del sostegno del pubblico, di un controllo pubblico. C’è la necessità di avere figure credibili, una sorta di difensori dei diritti civili per proteggere la struttura. Il fattore chiave per costruire un modello che funzioni è la responsabilità”.

Parlando in diretta streaming, Edward Snowden ha voluto sottolineare il pericolo che arriva dalla politica americana che mette in “serio pericolo il mondo intero”. Secondo l’ex appaltatore della NSA, siamo arrivati ad un punto in cui l’abilità di sorvegliare chiunque, in qualsiasi parte del mondo, sarà presto realtà. Questo porrà nelle mani dei sorveglianti una quantità di potere tale da poter muovere gli equilibri politici mondiali.

La responsabilità di cui Snowden ha parlato in video ad Austin, riguarda non solo i governanti ma anche chi usa le nuove tecnologie. Se le agenzie di sicurezza sono in grado di spiarci è perché, almeno in parte, le nostre vite sono presenti su piattaforme liberamente accessibili (i social network) attraverso un modello che lo ha previsto ed esteso all’ennesima potenza (il web 2.0). La soluzione non sarebbe quella di cancellarsi dai social network e ripudiare le nuove piattaforme tecnologiche, ma avere maggiore responsabilità sul loro utilizzo.

Dato per scontato che non via sia password che la NSA non possa scovare, si potrebbero lasciare fuori dal web quel tipo di informazioni che si vorrebbero mantenere private (battibecchi con amici e datori di lavoro, chiacchiere da bar sulla vita personale e professionale, attitudini politiche, religiose e sessuali)  e che potrebbero creare un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà. Un tipo di accortezza che non appartiene (e non deve appartenere) solo a chi ha la coscienza sporca per un crimine, ma a tutti coloro che vorrebbero preservare la propria privacy per un principio di base, per il senso stesso del suo termine.

 

Un concetto che il ragazzo statunitense ha voluto chiarire all’interno di una lettera inviata al Parlamento Europeo, disponibile a questo indirizzo . All’interno Snowden afferma di aver parlato con una decina di funzionari federali prima della decisione di contattare il giornalista del Guardian Gleen Greenwald e dar vita allo scandalo del Datagate; eppure nessuno di loro si mostrò interessato ai fatti. Vengono a galla anche alcune precisazioni su un interessamento dei servizi segreti cinesi e russi: “Si mi hanno avvicinato ma ora non c’è pericolo, non ho più i documenti con me”.

I toni si fanno più duri quando tira in ballo i governi europei : “Il risultato del potere della NSA in Europa è che paesi, come la Danimarca e la Germania, concedano agli agenti USA l’accesso ad un centro di raccolta dati purché non monitorino danesi e tedeschi. La conseguenza è che l’NSA ha monitorato i cittadini danesi quando transitavano in Germania e i tedeschi nei loro viaggi attraverso la Danimarca”.  

“Il Parlamento dovrebbe chiedere alla NSA e al GCHQ (omonimo britannico) di impedire lo spionaggio sui cittadini europei” – continua nella lettera. “L’assenza di una risposta suggerisce come l’attuale panorama sia il risultato inevitabile di una subordinazione del pubblico votante alle prerogative dell’Ufficio di Sicurezza di Stato (aka la NSA).Il modo più sicuro per una nazione di diventare soggetta ad una sorveglianza non necessaria è permettere che siano le spie a dettare la sua politica”.

 
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