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Le prossime password? Gli occhi

Utilizzeremo iride e pupille per entrare in pc, tablet o smartphone. E con uno sguardo potremo sfogliare i giornali e muoverci nei videogame

Nel film «I Origins», l’attore Michael Pitt interpreta un ricercatore devoto alla solidità ferrea dei dati di laboratorio. Solidità che vacilla e poi frana quando sul viso di una bimba scova sfumature dell’occhio identiche a quelle della sua fidanzata morta anni prima: una possibile traccia di una seconda vita dell’anima. La storia si muove nelle praterie di religione e fantasia, ma parte dal ribaltamento di una certezza scientifica: ogni iride è unica, anche i gemelli le hanno diverse. Ed è su quest’unicità che poggeranno le password di domani, un orizzonte a quanto pare molto vicino: dopo lettere, numeri e caratteri astrusi, lettura di forma del viso e impronte digitali, prepariamoci ad avere accesso ai nostri dispositivi lanciando loro un rapidissimo sguardo. Non per scattare l’ennesimo selfie, ma per farci riconoscere o, è probabile, effettuare pagamenti senza dover strisciare la carta di credito.

 

Le tecnologie biometriche per l’identificazione della pupilla o dei vasi sanguigni che la circondano tengono alla larga gli intrusi da centri di ricerche, basi militari e aree sensibili di grandi industrie. D’altronde, solo un’analisi del Dna vanterebbe margini d’errore più bassi. Il punto è che, a parità d’accuratezza, i costi si sono ridotti: l’occhio come passe-partout può cominciare ad approdare su computer e smartphone tramite diverse soluzioni e presto questo suo uso sarà consuetudine su tanti gadget che abbiamo a casa o in tasca. Un po’ come sta accadendo con la scansione dei dettagli delle dita per sbloccare il telefono o fare acquisti.

È solo uno dei campi di applicazione in cui l’occhio sarà protagonista. I principali colossi dell’hi-tech, da Google a Apple fino a Sony, hanno ottenuto brevetti per il monitoraggio dei movimenti dell’iride di chi osserva uno schermo. Ha senso prevedere che comanderemo cellulari, tablet e pc, ci muoveremo tra i menu e le foto o negli ambienti di un videogame, gireremo le pagine di un eBook, con una combinazione di istruzioni vocali e sguardi sul display, senza premere più un tasto. Sarà un futuro tutto da tenere d’occhio.

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