Sicurezza

Privacy a rischio, il mondo ci spia oltre la NSA

Gli spazi pubblici sono pieni di sistemi di sorveglianza che somigliano tanto a PRISM e Co. E anche in Italia…

Credits: SuperFiberPlus, Flickr

Quello che potrà accadere nel prossimo decennio è un grande punto interrogativo. Di certo la parola “privacy” è passata dall’essere un “diritto” ad una “lotta” viste le recenti vicende legate allo spionaggio internazionale ai danni di liberi cittadini statunitensi ed europei. Le vecchie armi da guerra “analogiche” sono diventate bit e metadati portatori, più del DNA, di vasti tipi di informazioni, pronte a dirci ogni cosa della vita digitale di ognuno che spesso rispecchia in toto quella reale. Dimenticate per un momento i programmi di monitoraggio della NSA, da PRISM al Boundless Informant fino a X-Keyscore, ci sono tante di quelle tecnologie invasive da far rabbrividire lo stesso Edward Snowden.

Tra queste come non menzionare ShotSpotter , un sistema formato da tanti sensori acustici distribuiti sul territorio statunitense dalla californiana SST; un metodo per individuare la posizione delle armi da fuoco in città come Boston. Oppure i bidoni “intelligenti” che la Renew Technologies ha piazzato a Londra che, dotati di WI-Fi, utilizzano la tecnologia conosciuta come ORB per catturare l’indirizzo di rete (MAC) delle connessioni wireless di smartphone e device di tutte le persone che camminano nelle vicinanze. In questo caso il progetto è votato alla raccolta dati per fini di marketing: i cassonetti registrano i movimenti delle persone da un punto all’altro del luogo monitorato, riuscendo a capire a quali vetrine dei negozi si avvicinano, dove sostano maggiormente e in quali esercizi commerciali entrano. A fine giornata potranno dire quale indirizzo Wi-Fi ha fatto (presumibilmente) più compere e quale meno.

Che dire poi di una curiosa trovata pubblicitaria consumata in Italia? Nel caldo rovente delle ferie estive la città di Taormina in Sicilia è diventata preda turistica anche virtuale. Tutto grazie all’idea dell’agenzia Ogilvy NY e dello studio Deeplocal che hanno lanciato una campagna per permettere agli utenti di Facebook di visitare “In tre minuti l’Italia”. Le persone sono state in grado di vedere i luoghi più famosi di Taormina senza muoversi da casa grazie all’utilizzo di un robot mosso proprio da un loro input. Gli occhi della macchina si trasformano in quelli del navigatore di turno che dall’altra parte del mondo può vedere cosa succede in Sicilia, e ovviamente quali facce camminano per la città isolana.

Che la paura di essere sorvegliati stia diventando una pandemia è chiaro. La scorsa settimana la CBS ha riferito come un uomo sia stato rintracciato dall’FBI dopo che un disturbatore GPS portatile, che aveva acquistato per impedire al suo datore di lavoro di tracciarne i movimenti, ha interferito con un sistema di guida (basato sulla tecnologia GPS) installato presso il Newark Liberty Airport del New Jersey. I cosiddetti GPS “jammer”, già comuni tra i camionisti e gli autisti professionisti, stanno prendendo velocemente piede anche tra i comuni mortali. Si tratta di dispositivi portatili che riescono a disturbare il campo di frequenza GPS per impedire il monitoraggio di spostamenti, velocità di marcia e cambi di rotta. Non a caso le forze dell’ordine USA hanno adottato strumenti che possono scovare automobili e persone dotate di disturbatori di frequenza GPS e verificarne l’utilizzo. Catch me if you can.

 
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