Sicurezza

PRISM: da Facebook a Yahoo, ecco cosa chiede la NSA

Tutti i big negano di essere coinvolti nel programma di monitoraggio USA. Ma per Snowden mentono: “Sapevano tutto”

Credits: clawfire, Flickr

I giganti di internet Apple, Facebook, Microsoft e Yahoo hanno deciso di venire allo scoperto e rendere noti i numeri delle richieste di accesso ai dati dei clienti da parte della NSA. Tra le aziende ce ne sono alcune che hanno più di un milione di utenti, numeri alla mano, sembra che le procedure di accesso del governo statunitense siano molto più inferiori del previsto tenendo presente gli iscritti di ogni piattaforma.

I primi a muoversi nell’ottica di una maggiore trasparenza sono state Microsoft e Google che avevano chiesto esplicitamente al ministro della Giustizia americano Eric Holder e al direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI), Robert Mueller di pubblicare il numero di richieste provenienti dagli organi di controllo USA, compresi quelli arrivati dal tribunale del FISA (Foreign Intelligence Surveillance Act). L'agenzia ha risposto a metà dando il via libera alla pubblicazione dei numeri della NSA ma non del FISA, rendendo visibile solo parte della reale mole di dati che il governo vorrebbe ottenere.

Facebook

Zuckerberg ha fatto sapere, tramite un post sul blog , di aver chiesto maggiore trasparenza ai governi nell’atto di richiedere dati e informazioni private: “Saremmo lieti di avere la possibilità di fornire un rapporto di trasparenza che ci permetta di condividere con chi usa Facebook in tutto il mondo, un quadro completo delle richieste del governo che riceviamo, e come rispondiamo”. Alla fine il social network ha rivelato che sono tra le 9 mila e le 10 mila le richieste inviate dal governo che interessano in tutto almeno 19 mila account.

Apple

L’azienda di Cupertino ha ricevuto, tra il 1 dicembre 2012 e il 31 maggio 2013 tra le 4 mila e le 5 mila richieste di accesso a dati privati , il che vuol dire tra i 9 mila e i 10 mila account coinvolti per ogni device (ad esempio un solo utente potrebbe avere un iPhone, iPad e un Mac). “Indipendentemente dalle circostanze, il nostro team legale conduce una valutazione per ogni richiesta e, solo se necessario, recuperiamo e consegniamo il più stretto numero possibile di informazioni alle autorità. Infatti, di tanto in tanto, quando vediamo alcune incongruenze o inesattezze nelle richieste, rifiutiamo di collaborare e rilasciare i dati”.

Microsoft

Il più alto numero di “profili interessanti” riguarda gli utenti di Microsoft: “Per i sei mesi tra il luglio e il dicembre 2012, Microsoft ha ricevuto tra le 6 mila e le 7 mila richieste per motivi di sicurezza criminale nazionale, citazioni e ordini che interessano circa 32 mila account negli Stati Uniti. Il dato è indicativo della piccola frazione di utenti interessati, sulla base del numero totale di clienti – si legge sul sito - apprezziamo lo sforzo da parte del governo degli Stati Uniti di permetterci di riportare più informazioni. Siamo consapevoli che (il governo) deve valutare attentamente l'impatto sulla sicurezza nazionale e consentire il rilascio di più informazioni. Da sola la trasparenza potrebbe non essere sufficiente per ripristinare la fiducia nel pubblico ma è un ottimo modo per cominciare”.

Yahoo

La CEO Marissa Mayer ha rivelato che Yahoo ha ricevuto tra le 12 mila e le 13 mila richieste di dati degli utenti da parte delle agenzie governative statunitensi tra il 1 dicembre e il 31 maggio 2012. La maggior parte riguardano frodi, omicidi, rapimenti e varie indagini penali. “La democrazia richiede responsabilità. Riconoscendo l'importante ruolo che Yahoo! svolge per garantire tale responsabilità, pubblicheremo entro l'estate la prima relazione di trasparenza globale sulle richieste delle forze dell'ordine, che riguarderà il primo semestre dell'anno. Aggiorneremo il rapporto con nuove statistiche due volte l’anno”.

Nonostante le dichiarazioni dei big, Edward Snowden la gola profonda del datagate, ha riferito di non credere che le aziende fossero all'oscuro di quello che faceva il governo con PRISM: “Le loro smentite hanno avuto diverse revisioni perché si capisce che sono identiche e con un linguaggio specifico. Il risultato di queste rivelazioni è che stiamo finalmente cominciando a vedere una maggiore trasparenza e migliori informazioni su questi programmi per la prima volta dalla loro nascita” – ha spiegato in un botta e risposta al Guardian .

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