Sicurezza

Le volanti della Polizia arrivano sul web

Lo annuncia il comandante Antonio Apruzzese sulle pagine del Corriere. Niente leggi speciali ma una task force più competente

Credits: Gonzopowers, Flickr

Negli ultimi mesi più di una volta si è letto di pattuglie della Polizia rimaste in garage per risparmiare (o per assenza) sui costi della benzina. Nell'era del virtuale una soluzione potrebbe essere questa: far scendere le volanti ma sulle autostrade del web dove è possibile individuare e indagare sui reati al pari delle indagini “on the road”. Il vantaggio è poi doppio se si pensa che i crimini in Rete sono cresciuti verticalmente con i centralini della Polizia Postale intasati per denunce di truffe, raggiri e abusi online.

Arrivano a pochi giorni dalle dichiarazioni di Laura Boldrini sulla necessità di aumentare i controlli delle minacce del web e del Presidente del Senato Pietro Grasso sullo studio di leggi speciali per internet, le parole di Antonio Apruzzese , Comandante della Polizia Postale che ha evidenziato come la trasmigrazione delle pattuglie reali a quelle virtuali non sia poi così difficile: “Pensate alle volanti che girano per strada – ha detto al Corriere della Sera - ecco funzionerà allo stesso modo con volanti che scandaglieranno internet monitorando il web e i social network pronta ad intervenire contro profili falsi, abusi e diffamazioni”.

Apruzzese ricorda anche le critiche degli ultimi giorni per la paura che venga limitata la libertà della Rete dei suoi utilizzatori: “Noi lavoriamo per tutelare chiunque – afferma – il rinnovato Commissariato di PS Online (113 online) avrà quindi una finestra di dialogo interattivo per velocizzare e semplificare gli interventi richiesti dai cittadini”. Gli obiettivi principali sono i reati che più di altri rappresentano una piaga della società 2.0, quella iper-connessa e conscia dei nuovi problemi delle identità onnipresenti.  Sono la pedopornografia, la pirateria digitale e i furti di identità, i crimini da combattere e con i quali gli organi di controllo devono confrontarsi. Un aiuto arriverà da chi ha cominciato a controllare il web prima di noi. Ecco allora la collaborazione con l’FBI e gli sviluppatori di social network che già in passato hanno collaborato con le forze dell’ordine per analizzare dati, post e commenti su indagati o presunti tali. Il super poliziotto online potrà inoltre contare su un amico/nemico d’eccezione. Si tratta di Anonymous che è intervenuto in più di un caso di abusi sul web, facilitando le indagini delle autorità competenti proprio come un Batman 2.0 al fianco del commissario di Gotham City.

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