Sicurezza

Person of Interest: la serie che aveva previsto il caso PRISM (Snowden compreso)

Prima che lo scandalo PRISM esplodesse diverse serie TV avevano immaginato lo scenario di una sorveglianza governativa di massa. Ma tra tutte spicca Person of Interest, ispirata a uno dei tanti progetti che il governo USA aveva sviluppato prima di PRISM

POI Wallpaper

– Credits: Bad Robots / Warner Bros.

Le lettere che emergono, evidenziate in rosso, sul retro della tessera recitano: “Ve l’avevamo detto”, sul lato frontale invece spiccano i volti di Michael Emerson e Jim Caviezel, protagonisti della serie TV Person of Interest . Questa simpatica trovata è frutto di una strategia di marketing adottata in vista della convention Comic-Con di San Diego, che ha previsto la stampa sulle keycard di alcuni hotel di un messaggio piuttosto chiaro: non cascate dal pero, noi di Person of Interest vi avevamo messo in guardia dalla sorveglianza governativa ben prima che deflagrasse lo scandalo PRISM.

Per chi non avesse avuto occasione di guardare una sola puntata della serie, Person of Interest racconta la storia di John Reese (Caviezel), un ex-agente della CIA che viene arruolato da Harold Finch (Michael Emerson) un miliardario esperto di computer che ha costruito un sistema informatico (la Macchina) che è in grado, combinando le informazioni ottenute da internet e dalle videocamere di sorveglianza di un’intera metropoli, di preconizzare quali persone verranno coinvolte in un omicidio.

D’accordo, direte voi, Person of Interest parla di un sistema di sorveglianza ultra-invasivo. Ebbene, non è certo il primo show a mettere in scena qualcosa di simile!

E avreste ragione, oltre a PoI altre serie televisive avevano battuto il terreno della sorveglianza governativa, a volte tirando in ballo la stessa NSA: è il caso di The Wire, di Scandal e di 24. Ma se Jonathan Nolan e Greg Plageman (rispettivamente creatore e produttore esecutivo della serie) possono permettersi di bullarsi sulle carte d’albergo di San Diego e urlare ai quattro venti “ve l’avevamo detto”, un motivo c’è.

Come ogni autore che si rispetti, prima di guardare al futuro, Jonathan Nolan ha guardato al passato. Per la precisione, alla sua infanzia in Inghilterra, dove le telecamere dei sistemi di sorveglianza CCTV si diffondevano a ritmo continuo. Quando questa mania per la videosorveglianza si trasferì negli Stati Uniti, Nolan cominciò a pensare che per gestire una simile mole di dati era necessario un sistema automatizzato, un’intelligenza artificiale, un software insomma. Mentre faceva le ricerche di rito per una nuova serie, scoprì che qualcosa del genere esisteva davvero.

Nel libro The Watchers: The Rise of America’s Surveillance State di Shane Harris vengono descritte le premesse strategiche che hanno portato alla creazione di un sistema di sorveglianza omnicomprensivo, e non a caso Plageman ha affermato che “nessuno che abbia letto quel libro può dire di essere rimasto sorpreso [dal caso PRISM]”. Un altro spunto è arrivato da un progetto simile a PRISM, su cui la DARPA aveva cominciato a lavorare già dal 2002, in seguito agli attacchi dell’11 settembre. Il progetto si chiamava Total Information Awareness (TIA) , ma il suo sviluppo venne mantenuto meno confidenziale di PRISM, con il risultato che ancora prima che il progetto potesse nascere si creò un movimento anti-TIA che portò alla sua chiusura.

C’è una scena, nel 22esimo episodio della prima stagione della serie, che col senno di poi fa venire i brividi. Un ex-informatico della NSA (che ricorda da vicino Eddie Snowden) viene chiamato a testimoniare dalla polizia e racconta di avere dei forti dubbi sul fatto che l’agenzia stia controllando una mole incredibile di informazioni sui cittadini americani a scopi anti-terroristici.

Cosa significa tutto questo? Che Nolan e Plageman hanno il dono della preveggenza? Niente affatto. Significa che si sono informati a dovere, spulciando libri e dispacci DARPA. Dal 2001 ad oggi sono state lanciate diverse operazioni simili a PRISM, da Stellar Wind a Trailblazer , alla stessa TIA. Questo significa che l’attitudine alla sorveglianza di massa a scopi anti-terroristici è tutt’altro che segreta negli USA, e basterebbe tenere le antenne un poco più drizzate per evitare di ritrovarsi a incrociare le braccia indignati davanti alle pagine di un sito di informazione.

Ma significa anche un’altra cosa: se anche PRISM verrà smantellato, dalle sue ceneri risorgerà sicuramente un sistema di sorveglianza ancora più sofisticato. E ancor meno individuabile.

 
© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti