Sicurezza

NSA: cosa cambia in 5 punti

Ecco le nuove linee guida imposte a Obama dalla bufera Snowden. I tribunali FISA chiamati a intervenire rapidamente

– Credits: Todd Huffman, Flickr

La prima conseguenza del discorso di Obama al mondo intero è che l’agenzia di sicurezza degli Stati Uniti dovrà ottenere il via libera dalla Corte per cominciare a monitorare i cittadini, con motivi reali e non più presunti. Nonostante gli USA continuino ad affermare che lo spionaggio fosse diretto solo a figure ritenute rilevanti, il presidente Obama ha voluto rispondere ai numerosi interrogativi mossi negli ultimi mesi dall’opinione pubblica, fin troppo preoccupata di tutta la mole di informazioni che la NSA ha raccolto negli anni.

Nel discorso di 45 minuti, Obama ha ribadito la necessità di spiare i governi, specialmente quelli lontani (fisicamente ed eticamente) dall’ideologia occidentale, ovvero attivi per spiare, spesso in prima linea, gli stessi Stati Uniti. Obama ha espresso in più di un’occasione che gli States “continueranno a raccogliere informazioni sulle intenzioni del mondo, proprio come i servizi segreti delle altre nazioni. Ma non lo faremo nei confronti dei leader stranieri amici”. Lo sforzo dell’amministrazione, per evitare ulteriori problemi con alleati e partner, si è diretto nella realizzazione di alcune linee guida specifiche. Ecco le principali.

1. Una delle riforme riguarderà i dati a cui gli analisti della NSA potranno accedere nelle loro ricerche nei database degli operatori nazionali. Fino ad ora erano tre i “gradi di separazione” consentiti per tracciare un individuo connesso ad un probabile monitorato. In altre parole, la NSA spiava le registrazioni di ”persone che comunicavano con persone che comunicavano con persone mirate”. D'ora in poi i gradi di separazione diventano due.

2. Una seconda riforma prevede che gli analisti ottengano un via libera, sotto forma di provvedimento giudiziario, per spulciare i database degli operatori telefonici nazionali. Il tribunale del FISA lavorerà a stretto contatto con il procuratore generale in modo da permettere una consultazione del database solo dopo un accertamento giudiziario, o un’emergenza reale.

3. Il governo americano non manterrà più, ad oltranza, i dati degli utenti. Obama non ha spiegato chi potrà farlo (agenzia terza?) ma ha ufficialmente dato una scadenza di 60 giorni alla comunità di Intelligence per ricevere una serie di suggerimenti.

4. Secondo il presidente, il governo degli Stati Uniti deve rimanere un "livello sopra" le società private che gestiscono dati personali dei propri clienti. Gli USA devono assicurarsi anche una posizione di rilievo nei confronti degli altri paesi esteri che svolgono azioni di monitoraggio. In sintesi: se qualcuno viene spiato, gli USA devono saperlo.

5. Oltre ai responsabili amministrativi delle procedure attivate per l’accesso ai dati, Obama ha previsto (come aveva già detto in passato) l’istituzione di un gruppo permanente di revisori esterni al governo che possano partecipare alle dispute in materia di accesso ai dati e dare, nella maniera che verrà concessa, idee e suggerimenti su come migliorare il lavoro della NSA, nel rispetto dei più basilari principi di privacy.

 
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