Sicurezza

Perché la NSA spia il porno online

I servizi segreti americani tracciavano i movimenti hot dei radicali islamici per ottenere prove contro la loro “fedeltà” jihadista. I cabli dell’Huffington Post

– Credits: pumpkincat210 , Flickr

Se non puoi prendere il terrorista ricattalo. È questa l’arma segreta sfoderata dall’Intelligence americana nella difficile battaglia contro i nemici della democrazia. Secondo le ultime informazioni rilasciate da Edward Snowden all’Huffington Post , la National Security Agency avrebbe raccolto numerose prove delle attività sessuali online, compresi i record dei siti visitati, da persone vicine all’Islam più radicale, con l’intento di screditarne la reputazione. Il documento della NSA che riporta tali informazioni è datato 3 ottobre 2012 e spiega come “gli islamici più radicali sembrano essere particolarmente vulnerabili quando si tratta di mettere in discussione i loro comportamenti privati nel caso non siano coerenti con l’immagine pubblica data”. Quella che per noi occidentali potrebbe essere un dettaglio di poco conto (la visione e fruizione di materiale pornografico) per l’Islam è molto grave.

“Ci sono sure del Corano che vietano esplicitamente questo tipo di azioni – ci spiega Roberto Colella, direttore del CrimIntel Lab – come vietano lo spargimento di sangue senza un ragione fondata”. Il punto debole individuato dalla NSA sarebbe quindi da ricondurre all’estrema religiosità degli osservanti islamisti, in particolar modo di quelli vicini alle correnti più radicali, per non dire terroriste. Nonostante tutto i nuovi cabli di Snowden pubblicati dall’Huffington Post non dicono chi sono i principali spiati, indicando solo che molti di questi non sono effettivamente coinvolti in gruppi terroristici. Perché allora tenere traccia delle loro attività online?

Ci viene in aiuto ancora Colella: “La causa è molto semplice: lo stato teocratico. L’Islam, fondando la sua forma di governo pedissequamente su ciò che è scritto nel Corano, non permette che al comando del popolo (così come di una frangia di ribelli ma anche di due persone) vi siano persone dalla dubbia moralità. Quello che per noi sarebbe il semplice soddisfacimento di una tentazione (la visione di materiale pornografico online), per l’Islam è il motivo principale della decadenza morale e civile di una persona”.

Monitorare alcuni islamisti e trovare tracce su siti pornografici è la migliore arma che gli USA possono scagliare contro gli islamisti radicali. In una appendice del documento di report della NSA, si possono leggere le diverse “vulnerabilità” degli individui monitorati, di cui è stato oscurato il nome. Si va da colui che “pubblica articoli senza verificare le fonti” a chi pratica la “promiscuità online” e mantiene uno “stile di vita glamour”. Tutti aggettivi che in Occidente non farebbero mai scalpore ma che in Medio Oriente potrebbero far cadere un governo o peggio, portare alla pena di morte. Addentrandosi maggiormente nelle questioni che hanno portato la NSA ad utilizzare il tracciamento del web come ulteriore forma di attacco alle frange più radicali dell’Islam ci si rende conto che tutto questo interesse deriva da una presa di coscienza di un fallimento americano su territori, come il Pakistan, a forte matrice terrorista.

“Sono stati gli americani ad investire tutto il possibile sull'educazione islamica in Medio Oriente – conclude Colella – l’intenzione degli USA era di far tornare il popolo al vero senso del Corano, di quella religione che oggi si discosta molto dai suoi presupposti originali. Evidenziare che ci sono portavoce, uomini eminenti e celebrità che fomentano il popolo (pur non avendo prove che nei cabli siano stati spiati tali individui) ma che sono infedeli ai principi dell'Islam vuol dire screditare l'intero movimento radicale e promuovere il ritorno ad una religione più spirituale e meno fondata sugli interessi individuali”. 

 
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