Sicurezza

iPhone, Android e Blackberry: la NSA entra nei nostri smartphone

Secondo il Der Spiegel le agenzie di spionaggio hanno un team speciale per violare la sicurezza su smartphone e tablet. Come possiamo difenderci?

Credits: MSVG, Flickr

Come si fa ancora a credere ad un governo che ti dice di aver fatto tutto a fin di bene, per sgominare gang di terroristi e preservare la sicurezza della Terra? Come si fa a cadere ancora alle dolci parole di chi ti dice che la NSA è un’agenzia per la salvaguardia del creato e non (anche) per spiarci tutti? A tre mesi esatti dalle prime dichiarazioni di Edward Snowden il quotidiano tedesco Der Spiegel torna sulla vicenda pubblicando, nella giornata di ieri, un rapporto sulle metodologie utilizzate per accedere ai contatti in rubrica, registro delle chiamate, SMS e informazioni sulla posizione di smartphone e tablet iOS, Android e BlackBerry. I documenti non dicono che la NSA sta conducendo una sorveglianza di massa sugli utenti di telefonia ma che ci sono tecniche utilizzate per intercettare persone specifiche quando vogliono.

Il rapporto precede il rilascio, da parte del Dipartimento di Giustizia americano, di alcuni documenti che spiegano come il governo interpreti la sezione 215 del Patriot Act per legittimare quei programmi di sorveglianza della NSA criticati e resti noti da Snowden. Per quanto riguarda le intercettazioni su smartphone e tablet, il Der Spiegel ha citato documenti interni dell’agenzia di sicurezza nazionale USA e del dipartimento omonimo in Gran Bretagna, il Government Communications Headquarters (GCHQ) in cui entrambe descrivono la creazione di team dedicati, denominati “gruppi di lavoro”, per ogni tipo di brand telefonico e sistema operativo come sforzo per raccogliere informazioni su potenziali minacce.

Si scopre così che a partire dal 2009 la NSA è stata in grado, per un certo periodo di tempo, di accedere ad alcune informazioni presenti sui BlackBerry dopo che il produttore canadese aveva cominciato ad utilizzare un nuovo metodo di compressione dati. La NSA, come del resto vi avevamo spiegato la settimana scorsa , non ha avuto difficoltà ad aggiornarsi e aggirare la barriera. Le ultime rivelazioni sono state rese note grazie a Laura Poitras, video maker e collaboratrice di Gleen Greenwald, depositario dei documenti spifferarti da Snowden al Guardian.

Esistono metodi per proteggere la propria privacy anche in mobilità ma, come è abbastanza chiaro, tutto dipende da dove possono arrivare NSA e partner. La prima regola è cercare di utilizzare il meno possibile i servizi web più popolari come Bing e Google, sostituibili con DuckDuckGO , Mapquest invece di Google Maps, Firefox o Opera al posto dei browser integrati e di Chrome. Naturalmente bisognerebbe anche cancellare gli account dai servizi di posta più conosciuti, come Gmail e Outlook, e optare per alternative più sicure come FastMail e Zoho Mail dopo la chiusura del famoso Lavabit , il provider utilizzato dallo stesso Snowden.

E per il cloud? Jottacloud , un servizio di cloud storage con sede in Norvegia, si propone come un rifugio sicuro e lontano dall’occhio lungo della NSA che ha già messo le mani su servizi più conosciuti come SkyDrive, Dropbox, Drive e iCloud

 
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