Sicurezza

NSA: la scappatoia per controllare email e telefoni

L’agenzia di "spionaggio" ha una porta segreta per cercare nelle banche dati delle comunicazioni tra liberi cittadini. Vi spieghiamo come fa - Tutto sul Datagate  

Credits: frederic.jacobs, Flickr

Lo scorso venerdì il Guardian ha pubblicato altre slide fornite da Edward Snowden, la gola profonda che ha contribuito a svelare il Datagate. Dopo il leak diffuso dal settimanale tedesco Der Spiegel , si scopre che la NSA ha la capacità di accedere a vasti database di conversazioni telefoniche e digitali (email) degli americani, senza richiedere alcun mandato, nemmeno al tanto discusso tribunale del FISA. Anche se i documenti del Guardian raccontano dell’impossibilità che gli analisti della NSA possano accedere agli archivi senza l’ok di un “supervisore” non è chiaro quanto il limite sia vero, e soprattutto rispettato. “Sebbene la sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance permetta la raccolta e la visione di informazioni sui cittadini statunitensi di cui si è fatta richiesta, gli analisti non possono richiedere alcun dato personale fino a quando la NSA non avvia un procedimento di autorizzazione in concordia con il Dipartimento di Giustizia e l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale (ODNI)” – si legge nel documento reso disponibile dalla testata britannica. In poche parole, le slide dicono che ci sono tutti gli strumenti per sorvegliare le email degli americani ma non vengono utilizzati effettivamente fino a quando non vi è il via libera dall’alto.

Il punto è: dobbiamo crederci davvero?

I documenti trapelati negli ultimi giorni affermano che a partire dal 2011 la NSA non è più in grado di accedere ai database senza un reale motivo. Quello che il Guardian sostiene (e di cui sono certi un po’ tutti gli addetti ai lavori) è che il monitoraggio in realtà non si è mai fermato e può partire in ogni istante. Come prova si cita il Senatore Ron Wyden che in tempi non sospetti aveva parlato di una scappatoia per permettere alla NSA di effettuare “ricerche senza mandato su telefonate ed email tra gli americani”. Le parole del senatore pesano come piombo: “La Sezione 702 è stata intesa per dare al governo nuove autorità sulla raccolta di comunicazioni di individui ritenuti stranieri al di fuori degli Stati Uniti (quindi cittadini USA). La comunità di intelligence è stata incapace di dire al Congresso quanti americani sono effettivamente coinvolti nel monitoraggio”.

La lacuna della legge è evidente: la NSA non sa (o finge di non sapere) se una persona che utilizza Gmail, Hotmail o telefona su linee “amiche” (Verizon tra tutte) sia al 100% un cittadino degli Stati Uniti. La probabilità che lo sia permette però di tracciarne i movimenti digitali e tenerli da parte per un utilizzo futuro. Questo processo è noto come "raccolta accidentale" nel gergo della sorveglianza. Nonostante tutto il Presidente Barack Obama promette un ripensamento delle tecniche di spying: “Data la storia dell’abuso da parte dei governi è giusto farsi domande sull’utilizzo della sorveglianza, in particolare quando la tecnologia è parte della vita di ogni individuo” – aveva detto in una conferenza stampa alla Casa Bianca . Dopo il discorso la NSA ha pubblicato un documento in cui spiega nel dettaglio i suoi metodi di monitoraggio approfondendo proprio la sezione 702 del FISA che funge da base giuridica per il funzionamento di PRISM. 

 
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