Sicurezza

Così la NSA ha scoperto la prima chat online di Al Qaeda

I funzionari americani hanno intercettato un summit digitale tra decine di alte cariche del movimento grazie ad una falla nel sistema di sicurezza 

Credits: alsay, Flickr

Si sono spese tante parole sull’uso scellerato che la NSA fa dei suoi strumenti di intercettazione, da PRISM al Boundless Informant, passando per X-Keyscore. Grazie ad Edward Snowden il mondo ha imparato a scoprire come l’Agenzia di Sicurezza Nazionale statunitense abbia un orecchio sempre attento su quello che dicono gli americani, fuori e dentro la nazione. Nonostante le dichiarazioni rassicuranti di Keith B. Alexander, direttore della NSA, il mondo intero ha cominciato a guardare gli Stati Uniti in modo diverso, almeno per quanto riguarda la gestione del web.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito alla prima vera conseguenza dell’utilizzo di PRISM da parte dei federali, un punto a favore dell’intera amministrazione Obama. Il 7 agosto scorso, come ha riportato prima di tutti il Daily Beast , l’intelligence americana apprese di una conference call tra più di venti alti esponenti di Al Qaeda. Nessuna minaccia terroristica, nessun attentato imminente, solo una serie di informazioni da parte dei principali gruppi affiliati al movimento in tutta la regione. La soffiata, assieme ad altri dati sui recenti movimenti dei terroristi, bastò a far chiudere e blindare le ambasciate statunitensi in tutto il mondo e mettere in allerta quelle degli altri paesi in luoghi sensibili.

Oggi vengono alla luce ulteriori informazioni sull’intercettazione dei primi di agosto da parte della NSA e della CIA. Secondo il Daily Beast, la conferenza di Al Qaeda si sarebbe svolta su un sistema di messaggistica sicura su internet, in grado di essere “invisibile” ad occhi esterni. La tecnica è stata scoperta grazie alla cattura di un corriere di Al Qaeda che portava con sé la registrazione di sette ore del summit al quale hanno partecipato gruppi affiliati ai terroristi ed altri “candidati” ad esserlo.

L’agenzia di Intelligence degli Stati Uniti è stata in grado di sfruttare una falla nel sistema di sicurezza operativa del corriere intercettando i pacchetti digitali ricevuti e, attraverso la localizzazione dei file, arrivare alla cattura in Yemen dove è tuttora in stato di fermo. Secondo i funzionari statunitensi che hanno preso parte all'operazione, la mole di dati in possesso del corriere era davvero consistente: non solo registrazioni web ma anche l’audio e la trascrizioni dei discorsi, tutti in arabo “classico”. Alcuni partecipanti si sono uniti alla conference tramite chat video, altri attraverso un collegamento audio e i più ortodossi solo con messaggi di testo. La registrazione comincia con un saluto di Ayman al-Zawahiri, il leader della rete Al Qaeda, una partecipazione che ha sorpreso gli analisti di Intelligence statunitensi che non si sarebbero mai aspettati la sua presenza in tempo reale alla conversazione.

Dagli attentanti dell’11 settembre la NSA, la CIA e l’FBI hanno monitorato di continuo i principali (e non solo) siti web, forum e blog considerati come fucina del nuovo terrorismo. Tuttavia la stessa Al Qaeda, come spiega l'Associated Press , ha sviluppato nel tempo metodi di crittografia avanzata e una serie di tecnologie proprietarie per effettuare riunioni a distanza tramite funzionalità di chat testuali, audio e video capaci di scomparire dopo il loro termine. Con il senno di poi si può ben pensare che la maggior parte delle informazioni siano state rilevate proprio con l’utilizzo di software di spionaggio come PRISM. Il punto è: gli americani e i cittadini di tutto il mondo sono disposti a concedere la propria privacy ai federali in difesa della sicurezza personale e di quella dei propri vicini? Oggi, favorevoli o contrari, la storia dà ragione agli “spioni”.

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