Sicurezza

Heml.is, l'app di messaggistica a prova di PRISM targata ThePirateBay

Uno dei fondatori di The Pirate Bay sta sviluppando un'app di messaggistica capace di sfuggire a qualsiasi tentativo di intercettazione o sistema di sorveglianza. Per raggiungere questo risultato ha lanciato una campagna di raccolta fondi, servono 100.000 euro

Heml.is

– Credits: Heml.is

Ehi, NSA, girati dall’altra parte ora, che devo dare la buonanotte come si deve alla mia ragazza.

È uno dei tanti messaggi che, un po’ per goliardia, un po’ per rassegnazione, occupano le chat e le videochat di tutto il mondo da quando il progetto PRISM è stato reso pubblico. Molti utenti utilizzano questa sorta di tetra ironia per scherzare sulle recenti rivelazioni su un sistema di sorveglianza della Rete che ogni giorno si dimostra più esteso e articolato (e no, nemmeno in Europa si può navigare tranquilli). È come se in molti si stessero rassegnando al fatto che su Internet la privacy sia una chimera irraggiungibile, che qualunque servizio si utilizzi, ci sarà sempre il dubbio che qualcuno abbia il microfono puntato.

Ma c’è chi, come lo svedese Peter Sunde, non ha nessuna intenzione di arrendersi. Peter Sunde è stato il co-fondatore di The Pirate Bay e in questi giorni, insieme a un piccolo gruppo di amici sviluppatori, ha cominciato a lavorare a un’applicazione di messaggistica votata alla più totale e intangibile segretezza. Il servizio si chiama Heml.is (in svedese Hemlis significa “segreto”) e utilizza sistema di crittografia end-to-end che fa sì che le conversazioni di due utenti rimangano inaccessibili a qualsiasi osservatore terzo, inclusi gli stessi sviluppatori.

Compagnie come Facebook, Twitter, Apple e Google sono state costrette ad aprire i propri sistemi e a consegnare informazioni sui propri utenti. Allo stesso tempo è stato loro proibito renderlo noto a chiunque” si legge sul sito ufficiale di Heml.is “Noi stiamo sviluppando un’app di messaggistica che impedirà a qualunque persona, noi compresi, di ascoltare le vostre conversazioni. E piuttosto che consentire a qualcuno di spiare le conversazioni dei nostri utenti, saremo disposti a chiudere il servizio.

L’ambizione di Sunde non si limita allo sviluppo di un’app a prova di PRISM, Heml.is dovrà essere libera da qualsiasi possibilità di ingerenza, ragion per cui dovrà fare a meno della pubblicità. Nei progetti dei suoi sviluppatori, l’app dovrà essere gratuita nella sua versione base, e fornire la possibilità di sbloccare alcune funzionalità a pagamento. Per ottenere un simile risultato, Sunde e soci hanno lanciato una campagna di crowdfunding che pone l’asticella a quota 100.000 dollari. Chiunque potrà contribuire con una donazione di 5 dollari o più, e riceverà in cambio due o più codici (che potrà regalare ad amici) per sbloccare tutte le funzionalità una volta uscita l’app.

Heml.is sarà disponibile per sistemi operativi Android e iOS. Fino a qualche settimana fa, una simile applicazione avrebbe attirato l’attenzione di qualche impallinato della privacy e di una ristretta cerchia di geek, ma ora che lo scandalo PRISM è approdato sulla bocca di tutti, Heml.is potrebbe conquistare un pubblico assai più ampio.

Non a caso, nel giro di poche ore, la campagna di raccolta fondi ha già toccato quota 26.000 dollari. Più di un quarto dell’obiettivo finale.

 
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