Sicurezza

Il garante: la privacy, valore fondamentale

Antonello Soro nel presentare la relazione annuale prende le distanze dal modello americano che accetta troppi compromessi in nome della sicurezza. Monito anche contro la violenza verbale sui social. Presto un provvedimento sulle intercettazioni

Laura Boldrini e Antonello Soro durante la presentazione a Montecitorio della relazione annuale del Garante della tutela dei dati personali – Credits: PAOLA ONOFRI/IMAGOECONOMICA

Sul web si gioca la sfida più difficile della tutela della privacy.
Lo ha detto a chiare lettere il Garante Antonello Soro nel presentare la sua prima relazione annuale, stamattina a Montecitorio.
Soro prende le distanze dal modello americano che favorisce la "sicurezza" ai danni della privacy, come lo scandalo Prism e datagate di questi giorni dimostra.

La privacy dunque è un valore fondante e "ineliminabile" delle democrazie d'Europa.
Il garante traduce questa impostazione in un proclama contro lo strapotere dei colossi di Internet.

"La pretesa di proteggere la democrazia attraverso la compressione delle libertà dei cittadini rischia di mettere in discussione l'essenza stessa del bene che si vuole difendere'', dice Soro, parlando di crescenti timori per le ''notizie che arrivano dagli Usa'' e ricordando che l'Europa, impegnata nella revisione complessiva delle norme sulla protezione dei dati, attesa nel 2014, 'intende ribadire il ruolo centrale delle proprie regole, superando le resistenze degli altri Paesi e delle grandi aziende.

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Il Garante italiano pensa ovviamente ai colossi come Google, Facebook, Amazon ''presso i quali si concentra, indisturbato, l'oceano di informazioni che circolano in rete''. Uno strapotere che ''non puo' essere più ignorato'', come non si può più accettare «l'asimmetria normativa» rispetto alle imprese europee: è giusto, insomma, che i colossi del web si conformino alle nostre regole quando trattano i nostri dati. Tanto più perché la "trasparenza assoluta" della rete è ''un mito'' e ''non necessariamente significa verità'': l'utente viene ''inconsapevolmente guidato nelle scelte'' e i ''maggiori operatori possono liberamente decidere la gerarchia delle notizie''.

Il Garante Antonello Soro però dirige la sua attenzione anche alla questione quotidiana della
violenza verbale in rete. Un tema, caro anche alla presidente della Camera Laura Boldrini, che sottolinea l'«urgenza» di pensare ''in primo luogo ai soggetti più esposti, come i ragazzi alle prese con il web''.

La violenza che si coagula nelle piazze virtuali, il dissenso che diventa offesa, la rete che si fa "spazio anomico" in cui si propagano ''ingiurie, minacce fondate sull'orientamento di genere, dirette contro le donne o le minoranze etniche o religiose", con conseguenze a volte drammatiche'', sottolinea Soro. Ne sa qualcosa Carolina, avverte Boldrini, citando il caso della ragazza di Novara ''che pochi mesi fa ha deciso di farla finita dopo che alcuni suoi coetanei che avevano abusato di lei avevano postato su Facebook due video che la ritraevano ubriaca''. È ora di responsabilizzare i protagonisti della rete, secondo Soro, bilanciando ''il diritto all'anonimato con le esigenze di accertamento dei reati''.

Su un fronte aperto e già terreno di scontro, le intercettazioni, Soro annuncia che il Garante adotterà  a breve un provvedimento generale ''per indicare soluzioni idonee ad elevare lo standard di protezione dei dati trattati ed evitarne indebite divulgazioni''.
Serve ''cautela'' per evitare ''fughe di notizie, che rischiano di danneggiare le indagini e di violare la dignità delle persone'', e ''quel «giornalismo di trascrizione» che finisce con il far scadere la qualità dell'informazione''. Sempre in tema di cronaca giudiziaria, il Garante suggerisce anche ''cautele ulteriori rispetto alla Carta di Treviso'' per i minori e le vittime e una revisione del codice dei giornalisti, per ''coniugare al punto più alto diritto di cronaca e dignita' della persona''.

Una responsabilità alla quale anche Boldrini richiama gli operatori dell'informazione: ''distinguano tra ciò che è notizia e ciè che è vicenda privata, perfino pettegolezzo''. Centrale resta la consapevolezza dei singoli, che 'devono diventare parti attive ''nel pretendere e richiedere la tutela dei propri dati'', dice Soro. Un discorso che vale soprattutto per i più giovani, da educare all'uso consapevole di Internet, come ricorda anche Telefono Azzurro.

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