Sicurezza

Hacker e criminali? Ci pensa Facebook

Una gang truffava gli iscritti del social network ma con l'aiuto dell'FBI sono finiti tutti in manette

11 milioni di utenti truffati e 850 milioni di euro rubati dai criminali 2.0. Credits: dkalo, Flickr

Poi non dite che i social non servono. Facebook, per la prima volta, è diventato un vero e proprio antivirus, in grado di informare gli iscritti sull'infezione presente nel proprio computer. E’ successo quando il team di sicurezza del social network si è accorto della presenza di un malware sulla rete, che aveva già infettato circa 11 milioni di computer . Il lavoro di scoperta e supporto è stato reso possibile grazie alla conoscenza di Facebook della minaccia utilizzata dai criminali informatici: il virus Yahos. Nel 2010 Facebook ha cominciato a studiare il malware riuscendo a “insegnare” ai sistemi di controllo come individuarlo e debellarlo, identificando attività sospette sugli account. Proprio per questo il social network aveva lanciato il Facebook Antivirus Marketplace grazie ad accordi con le principali software house.

Zuckerberg ha offerto la possibilità ai suoi iscritti di scaricarne un antivirus gratuito, sia per PC che Mac, tra alcuni dei più conosciuti al mondo come Norton, AVG e Trend Micro. Grazie a questi sistemi molte persone sono riuscite a identificare spam, worm e virus che avrebbero infettato il sistema, evitando di formare catene infette tanto care agli spammer. Yahos è tornato alla carica qualche settimana fa assieme al “collega” Slenfbot con il quale operava in una botnet, cioè una cerchia di computer infetti controllati dagli sviluppatori del virus. Con questi computer “zombie” i criminali erano in grado di spandere il virus verso altri iscritti a Facebook e rubare le credenziali e i dati personali conservati sui computer.

Grazie all'elevato grado di sicurezza, il team di sicurezza di Facebook è riuscito ad individuare una banda di dieci persone che era riuscita a truffare 11 milioni di utenti portando a casa 850 milioni di euro a danno degli inconsapevoli iscritti. Il lavoro del team di sicurezza ha consentito all’FBI di individuare i soggetti criminali e arrestarli prima che fosse troppo tardi. I componenti di questa gang 2.0 avevano cominciato a diffondere il virus utilizzando la botnet Butterfly assieme al malware Slenfbot. Facebook ha provveduto a rimuovere dai propri server i virus e a contattare gli utenti contagiati. Anche se Yahos e Slenfbot non sono più presenti sul social network i computer di molti potrebbero essere ancora infetti. Per essere sicuri di non essere tra questi si può visitare la sezione che Facebook ha dedicato alla rimozione delle minacce o a procedere manualmente per cancellare Yahos .

Non è la prima volta che banditi informatici utilizzano Facebook per i loro crimini. I dipartimenti di polizia in ogni paese hanno imparato ad utilizzare il web sociale per capire dove si nasconde la truffa e alcuni, come il New York Police Department, che ha creato speciali unità di social media per rintracciare attività criminali su internet. Le forze dell’ordine sono talmente presenti sui social network che anche il semplice postare foto, commenti o video che possano rappresentare un incitamento al crimine possono essere considerati come contenuti utilizzabili in molti casi. Il ventenne Michael Baker del Kentucky è stato arrestato dopo aver postato una foto di sé stesso mentre rubava la benzina da un’automobile della Polizia. La foto è circolata in 2 mila città e ha permesso in poco tempo di arrestare il giovane, che ha passato una notte in galera.

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