cyberwar usa
Sicurezza

Cyberwar e hacker: gli Stati Uniti creano una nuova agenzia di controllo

In risposta agli attacchi subiti da Sony Pictures gli USA sviluppano un reparto militare speciale dedicato alla prevenzione del cybercrime

NSA, Datagate, Prism, questi e altri sono i termini che abbiamo imparato negli ultimi 20 mesi grazie alle informazioni rilasciate da Edward Snowden. Chi credeva che il mondo sarebbe cambiato dopo la dimostrazione delle scellerate pratiche di spionaggio effettuate dall’agenzia di sicurezza americana e dagli alleati europei si sbagliava. La proposta di riforma della NSA promessa da Obama nel gennaio del 2014 è ancora un fantasma e a causa dell’ostracismo del Senato potrebbe farsi attendere ancora per molto.

La forza di Prism

Come se non bastasse le vicende internazionali spingono le forze politiche a rivalutare gli strumenti di monitoraggio, soprattutto quelli che puntano a scovare indizi in rete visto che oramai è internet la piattaforma preferita per scambiare messaggi e organizzare azioni di sabotaggio. Senza andare troppo nel profondo della differenza tra web visibile e deep web, attualmente è impensabile una dimissione totale di Prism e soci, software e programmi fondamentali per scandagliare i sottoboschi telematici con lo scopo di prevenire attacchi terroristici in ogni parte del mondo.

Arma di difesa

Ecco allora la mossa della Casa Bianca: la fondazione del Cyber Threat Intelligence Integration Centre (CTIIC), un reparto specializzato nella cyberwar. A presentarlo è stata Lisa Monaco, consigliere presidenziale per la sicurezza interna e l’antiterrorismo che ha parlato con entusiasmo della nuova branca della sconfinata struttura militare americana: “Finora nessun singolo governo poteva avvalersi di un’organizzazione coordinata per la valutazione delle minacce informatiche. Il CTIIC colma questo vuoto critico”. È praticamente certo che il Centro opererà in coordinamento con le altre forze di polizia statunitensi, oltre all’NSA e all’FBI ci sono anche la CIA, il Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS) e l’Army Intelligence Center; in tutto sono più di 25 solo negli USA.

Contro gli hacker

L’obiettivo dichiarato è analizzare le minacce hacker provenienti dall’estero con un occhio di riguardo a Cina, Russia e Corea del Nord, le nazioni più attive e pericolose per il governo e le aziende a stelle e strisce. La decisione di dar vita ad una nuova agenzia sarebbe arrivata infatti dopo l’attacco informatico subito da Sony Pictures a dicembre del 2014 dai cui server sono stati prelevati documenti sensibili e comunicazioni riservate tra le alte cariche della società.                

1 giugno 2015

Mai come adesso il Presidente Obama accelera sull’affermazione di quelle procedure legali che permettono alle agenzie di agire nel campo della “sicurezza nazionale”, contesto fin troppo ampio in passato ma che adesso risulta imprescindibile per fermare l’avanzata dell’Isis in Occidente. Una data critica è quella del 1 giugno 2015 quando scadrà la sezione 215 del Patriot Act introdotta dopo l’11 settembre 2011 e che permette agli organi di controllo, tra cui l’FBI, di ottenere informazioni su persone considerate una minaccia per il paese. Se fino a qualche mese fa sembrava chiaro che l’occhio del Grande Fratello americano avesse i giorni contati ora la sensazione è che una reale dismissione della sezione possa slittare, con la paura che la NSA cominci ad operare in una sorta di zona grigia legislativa per continuare a svolgere indisturbata quelle pratiche che mettono sullo stesso piano utenti, hacker e terroristi

© Riproduzione Riservata

Commenti