Sicurezza

Così WikiLeaks sta aiutando Snowden

La fonte di PRISM e dello scandalo della NSA è a Mosca in attesa di raggiungere l'Ecuador. Ecco come ci riuscirà - Tutto sul Datagate

Credits: See-ming Lee SML, Flickr

Asilo in Ecuador via Mosca. Una tratta lunga e inusuale ma che potrebbe valere la vita per la coraggiosa talpa della NSA. Proprio quando su WikiLeaks sembrava essere caduta una pesante ombra, vuoi anche per la lontananza del suo fondatore Julian Assange esiliato politico in Ecuador, il gruppo è diventato parte della storia del mega NSAgate. Ieri il ministro degli Esteri ecuadoriano Ricardo Patiño Aroca ha rivelato tramite il suo account Twitter che Snowden ha chiesto asilo politico in Ecuador dopo la sua partenza da Hong Kong su un volo per Mosca. Snowden non viaggia da solo; con lui c’è Sarah Harrison, giornalista ed esperta legale britannica che fa già parte del team di WikiLeaks.

Il “matrimonio” diplomatico tra il giovane informatore statunitense e Assange è stata sancito da una dichiarazione di ieri pomeriggio pubblicata sul sito di WikiLeaks in cui si legge: “Edward Snowden, l'informatore americano che ha esposto le prove di un regime di sorveglianza globale condotto dagli Stati Uniti e dalle agenzie di intelligence del Regno Unito, ha lasciato Hong Kong legalmente. E’ diretto verso la Repubblica dell'Ecuador per ricevere asilo attraverso un percorso sicuro e scortato da diplomatici e consulenti legali di WikiLeaks. Snowden ha chiesto che il gruppo utilizzasse la sua competenza giuridica per garantire la sua sicurezza. Una volta che il signor Snowden arriverà in Ecuador la sua richiesta verrà elaborata formalmente. L'ex giudice spagnolo Baltasar Garzon Signor, direttore legale di Wikileaks e avvocato di Julian Assange, ha dichiarato: "Il team legale di WikiLeaks è interessato a preservare i diritti del signor Snowden. Quello che è stato fatto a Snowden e Assange, che hanno voluto facilitare la divulgazione di informazioni per il bene comune, è un attacco contro la libertà del popolo”.

Secondo una mail inviata a Ars Technica da Jen Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato Americano: "Come è di routine e in coerenza con le normative degli Stati Uniti, le persone sui quali pende un mandato di arresto sono soggetti ad avere la revoca del passaporto anche se la cosa non ne pregiudica lo status di cittadinanza. Tali persone ricercate per un crimine, come Edward Snowden, non hanno il permesso di effettuare viaggi internazionali, tranne quello necessario per tornare negli Stati Uniti”.

Associato al Tom Hanks di “The Terminal”, in quanto straniero nel bel mezzo del nulla, il viaggio a Mosca di Snowden potrebbe essere concludersi presto (se non già concluso); il sito Gawker scrive infatti che Snowden potrebbe aver già prenotato un volo dalla Russia a Cuba per oggi. Da qui volerebbe poi in Ecuador, in alternativa a Caracas o in Islanda. Tuttavia la destinazione principale pare proprio l’ecuadoregna visto che già dall’Islanda sono arrivate le prime avvisaglie dal legislatore Birgitta Jonsdottir: “Snowden non dovrebbe venire in Islanda a meno che non voglia chiedere la cittadinanza al parlamento islandese. Il paese ha un lungo percorso quando si tratta di concedere asilo politico a persone in cerca di riparo che per giunta non viene quasi mai concesso. Sconsigliamo quindi di percorrere questa strada”.

Edward Snowden è una delle sette “gole profonde” che l'amministrazione Obama ha inserito all'interno dell'Espionage Act , che comprende la fonte di WikiLeaks Bradley Manning, attualmente sotto corte marziale. Obama detiene già un record: si tratta del più alto numero di indagati nella storia di una singola legislatura americana. 

 
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