Sicurezza

Anonymous e Syrian Electronic Army: la cyber war li unisce

Cosa succede se due dei gruppi hacker più forti al mondo si uniscono? L'esempio della Turchia

Credits: Rubidiculous, Flickr

Prima o poi doveva succedere. Non potevano stare a guardare le forze nazionali fronteggiare e fermare il popolo in piazza senza fare nulla. Alla fine gli Anonymous sono scesi in campo e, notizia dell’ultima ora, lo hanno fatto con i “colleghi” del Syrian Electronic Army. Distanti anni luce come ideologie, i due gruppi portano avanti obiettivi diversi. Gli Anonymous puntano alla libertà di pensiero e parola, lasciare che tutti possano esprimere il loro dissenso sul web, dalla politica all'economia, fino ai diritti civili e sociali. I SEA invece sono l’ala cibernetica del governo Assad, che non lo ha mai dichiarato, ma che li utilizza per attaccare e spiare reti e politici nemici.

Ieri entrambi i gruppi hanno fatto segnare la prima vittoria comune, hackerando due reti governative turche differenti, con la conseguenza di aver ottenuto l’accesso a dati sensibili relativi a persone di spicco del potere Erdogan. Stando ad un comunicato stampa degli Anonymous , sotto la minaccia del phishing sono cadute le caselle di posta elettronica, password e rubrica telefonica del primo ministro Recep Tayyip Erdogan e del suo staff, conservati sul sito ufficiale basbakanlik.gov.tr. C’ha pensato poi un governativo turco a confermare l’azione alla Reuters in una dichirazione di ieri sera (ora locale). Come conseguenza della violazione, gli hactvisti mascherati hanno pubblicato l’elenco dei nomi utente di accesso al sito ufficiale ma non le password o le altre informazioni sensibili; una decisione molto strana anche se giustificata dal fatto che “Anonymous rispetta la privacy delle persone” e “non crede nel pieno uso della forza contro i deboli”; eppure (almeno per il primo punto) a noi sembrava esattamente il contrario.

Passando all’altra estremità, anche il Syrian Electronic Army si è fatto vivo con un hacking al sito del Ministero degli Interni turco. Il gruppo ha rubato gli oltre 60 indirizzi email e password dei registrati, pubblicandoli poi online sul proprio blog . La SEA ha inoltre cancellato un sottodominio del sito, sostituendo la prima pagina con una che mostra il logo degli hacker e il messaggio: “Alzati contro l’ingiustizia e la tirannia di Erdogan”. Anche qui ci sorge più di un dubbio: se Erdogan è un tiranno Assad cos'è? Come potrebbe essere definito colui che non accetta una resistenza interna nel suo paese?

Nonostante gli scontri in Turchia vadano avanti già da alcuni giorni, quelle di ieri sono le prime violazioni di reti interne dopo qualche attacco DDoS. Anonymous ha lanciato il 2 giugno la #OpTurkey in risposta ai tentativi del governo di reprimere le proteste contro le riforme dei conservatori islamici a discapito della maggioranza musulmana. Anche se può sembrare che vi sia un unico filo conduttore tra i due gruppi di hacker, grazie alla diffusione dell’hashtag comune su Twitter, Anonymous e Syrian Electronic Army sono totalmente distanti tranne quando si tratta, per motivi diversi, di combattere un nemico comune come nel caso di Erdogan.

 
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