Sicurezza

Anonymous: un esercito di ragazzini

L’ultimo è un dodicenne del Quebec che lavorava per gli hacktivisti in scambio di videogames. Il primo caso di baby hacker fu Mafiaboy

Credits: zigazou76, Flickr

Hanno poco più di 10 anni e combattono la cyberwar per motivi distanti da quelli dei superiori. Non sanno, realmente, chi sono le persone che danneggiano e quali conseguenze comportano le loro azioni. Lo fanno, sempre più spesso, per un ritorno pratico e immediato, non solo soldi ma veri e propri beni come console e videogames. Tra le tante storie c’è quella di un dodicenne canadese, che vive con i genitori nel Quebec, che “per gioco” ha causato danni per 60 mila dollari con le sue scorribande digitali.

Secondo il Toronto Sun , il giovane (che frequenta la quinta elementare) è comparso giovedì scorso in tribunale in uniforme da scuola, accompagnato dal padre e da un avvocato, con l’accusa di essere il responsabile di episodi di hacking che hanno messo fuori uso siti web di agenzie governative e istituzioni tra cui quello della Polizia di Montreal, dell’Istituto della Sanità pubblica del Quebec e del Governo del Cile.

Per lo “sporco lavoro” il neo-hacker avrebbe ricevuto da alcuni membri di Anonymous, mandanti delle violazioni digitali, alcuni videogiochi come forma alternativa di pagamento. “Non c’era alcun movente politico – ha detto il suo avvocato – vedeva tutto come un gioco. Ama i computer da quando aveva 9 anni”. Secondo i pubblici ministeri l’hacker, di cui non si conosce il nome per la minore età e che quindi resterà “anonimo”, ha impiegato diversi metodi per attaccare i siti web delle vittime. Tra questi i famosi DDoS, attacchi che prevedono il coinvolgimento di un vasto numero di computer che inviano richieste ad un solo server così da sovraccaricarlo e renderlo indisponibile.

Gli attacchi sarebbero avvenuti durante una sollevazione canadese del 2012 quando una serie di studenti del Quebec cominciarono a protestare per l’aumento delle tasse universitarie. Il Canada sembra essere terra fertile per l’hacking giovanile. Nel 2000 un diciassettenne conosciuto come “Mafiaboy” , hackerò siti web importanti come le versioni nazionali di Amazon, Ebay e Yahoo. In quel caso venne condannato a otto mesi di carcere minorile in risposta alle 56 accuse di hacking, cominciate quando aveva solo 15 anni.

 
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