Sicurezza

Gli Anonymous sono buoni o cattivi?

Entrano ovunque lasciando scompiglio senza (apparentemente) colore politico e potrebbero arrivare presto in Parlamento

Credits: skenmy, Flickr

Nella notte dei tempi i volti oscuri della rete, quei cittadini scontenti di come andavano le cose, si ritrovavano sul forum 4chan . Si tratta di un sito diviso in sezioni dove i post degli utenti vengono spesso accompagnati da foto. Il nome Anonymous proviene, molto probabilmente da qui. L’utilizzo del forum permette a chiunque di postare qualsiasi cosa senza registrarsi ma utilizzando il nickname di default “Anonymous” seguito da un numero identificativo dell’utente in ordine di registrazione. Spinto dalla crisi politica, sociale ed economica degli ultimi anni, il forum è cresciuto soprattutto nella sua parte di protesta, diventando una vera palestra di idee e movimenti alternativi, pronti ad utilizzare la forza (oscura?) della Rete. Tutto quello che ne segue è pura cultura mediatica: la maschera di Guy Fawkes, gli slogan, le manifestazioni, sono parte di una forte “brandizzazione” del prodotto Anonymous che a volte finisce per oscurare le azioni di hacking etico (almeno secondo i partecipanti) che negli anni sono cresciute notevolmente.

Hacker del PD

La simpatia verso il movimento cresce anche grazie al malessere generale e in Italia i fautori del gruppo di hacktivisti cominciano a prendere piede. L’azione più conosciuta è senz'altro quella che nella notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2012 ha portato ad ottenere circa 1,35 GB di dati della Polizia di Stato Italiana, tra cui quelli riguardanti le istruttorie sui No Tav e i compensi di agenti sotto copertura. Non si contano poi gli emulatori che prendono in prestito nome e logo. L’ultima azione del genere, in ordine cronologico, è quella ad opera degli “Hacker del PD”, un gruppo che ha pubblicato le email della parlamentare del Movimento Cinque Stelle Giulia Sarti e che promette di procedere fino a quando i leader Grillo e Casaleggio pubblicheranno i loro redditi e patrimoni. Nella logica degli Anonymous l’azione degli @AnonPD è giusta, ma palesemente schierata a livello politico e quindi interessata solo a determinate ideologie di partito.

Buoni o cattivi?

La sensazione è che gli Anonymous abbiano contribuito a togliere il tappo al diffuso senso di impotenza che la società civile si porta dietro almeno da un ventennio. Restereste impassibili se vi dicessero che potete poter cambiare il mondo, o forzare il cambiamento, semplicemente seduti dietro ad un PC? Il web si interroga sull'essenza degli Anonymous. Sono buoni o cattivi? Agiscono per il bene comune o per interessi personali? “Dipende da chi sei – si legge in una discussione su Yahooprobabilmente un funzionario governativo direbbe che sono cattivi, ma una persona che crede alla libertà non li vedrebbe male. Anonymous si batte per la libertà di internet e cerca di convincere le persone che i governi non agiscono sempre nel migliore dei modi”.

Anonymous in Parlamento?

Fece scalpore, nel gennaio del 2012, la foto di alcuni membri del Parlamento polacco che indossarono la maschera di Guy Fawkes per manifestare la loro opposizione alla proposta di legge ACTA, l’accordo commerciale anticontraffazione. Il dubbio è lecito: ci sono già membri di Anonymous Italia nel (nuovo) Parlamento? Rispondere non è semplice visto che gli Anonymous non hanno mai dato riferimenti sui propri partecipanti. Potrebbe essere il politico di mezza età del PDL o un esponente dei Cinque Stelle, così come uno dei ministri del nuovo esecutivo Letta. Con molta probabilità il prossimo governo italiano sarà composto da più Anonymous di quanto pensiamo anche se per ora non è ben chiaro se possa essere un bene o un male.

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