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Sette nuovi modi per viaggiare meglio grazie alla tecnologia

Dal check-in in hotel con una app, alla reception dotata di stampante 3D: così le vacanze diventeranno più smart

– Credits: MarjiLang@Flickr

Se siete uno di quei fondamentalisti che durante le ferie vuole soltanto staccare la spina, cominciare una dieta povera di bit da interrompere nell’istante del ritorno, smettete di leggere questo articolo. Sul serio. Potreste trovarlo fuori luogo. Fastidioso, addirittura. Se invece pensate che la tecnologia possa contribuire a rendere più piacevole, ricca e divertente la vostra vacanza, sappiate che ci sono tante novità in pentola. Compagnie aeree, catene alberghiere e grosse multinazionali lavorano per rendere il turismo un’esperienza sempre più all’insegna dell’hi-tech. Ecco sette tendenze in rampa di lancio o in via di sviluppo pronte a diventare abitudini imprescindibili, un po’ come un adeguato numero di mutande e calzini in valigia.

CHECK-IN 2.0
Se dobbiamo prendere un volo possiamo stampare la nostra carta d’imbarco a casa o riceverla sul cellulare. In molti aeroporti, inoltre, cominciano a diffondersi nastri per imbarcare i bagagli in automatico e molti altri servizi avanzati. Anche in treno il biglietto è digitale e sì, pure quello per una nave o un traghetto. Le file spesso lunghe per il check-in sono ormai una prerogativa degli hotel. Che infatti stanno ragionando su app destinate soprattutto ai viaggiatori più assidui, i cui dati e documenti sono già nei database delle catene. In futuro sarà sufficiente segnalare con un tocco sullo smartphone che si sta arrivando mentre si è ancora in auto o in taxi e, alla reception, ci sarà la chiave della stanza pronta ad aspettarci in un chiosco dedicato, mentre una notifica sullo schermo ci avvertirà se la stanza non è ancora pronta. Tutto troppo evoluto? Nei Marriott succede già.

NON STACCO PIÙ
Una delle più grandi seccature (o dei maggiori sollievi, a seconda dei punti di vista), è dover spegnere tutti i dispositivi elettronici durante il decollo e l’atterraggio degli aerei e rinunciare, tante volte, a una connessione internet. Chi ha la fortuna di muoversi negli Stati Uniti e verso Oriente sa che sono sempre più le compagnie che offrono il Wi-Fi a bordo  e, secondo le evoluzioni delle norme delle autorità aeronautiche e degli enti regolatori, potremo presto parlare al telefonino ad alta quota o almeno usare i servizi di messaggistica, da WhatsApp agli sms. Saranno le stesse compagnie a rinforzare il nostro bagaglio tecnologico, dandoci gli strumenti adatti quando ne saremo sprovvisti. La compagnia West Jet, che opera principalmente in Stati Uniti, Canada e Centro America, per esempio, ha annunciato che affitterà tablet ai passeggeri che ne sono sprovvisti. Per rendere la loro permanenza tra i sedili il più possibile connessa.

ROAMING, QUESTO SCONOSCIUTO
Senza bisogno di immaginare scenari troppo futuristici, è evidente che ormai bastano una connessione a internet e un telefonino per attingere a una sconfinata quantità di risorse. Ma se l’accesso al web non è un fatto ovvio ad alta quota, non lo è nemmeno quando ci si trova all’estero. È vero che le compagnie telefoniche nostrane offrono pacchetti dati a prezzi ormai ragionevoli, ma spesso si tratta di poche decine o centinaia di megabyte, che tendono a polverizzarsi in fretta se si ricorre a servizi avanzati come la navigazione in tempo reale. Ecco perché diverse città stanno cominciando a inserire il Wi-Fi gratuito tra i servizi offerti ai turisti che acquistano le tessere cumulative per ingressi ai musei e mezzi pubblici. Succede nella lontanissima Taipei ma anche nel Bel Paese: a Firenze  i possessori possono navigare senza spendere un centesimo agganciandosi alle decine di hotspot presenti nel comune toscano.

MI DÀ UN PASSAGGIO LA APP
La truffa più comune che i turisti subiscono in viaggio è un ritocco, se non un raddoppio, della tariffa del taxi. Ecco perché sono sempre più le applicazioni delle varie compagnie che consentono non solo di prenotare una macchina nel punto esatto in cui ci si trova, ma anche di stimare il costo per arrivare a destinazione. Così, scremando il traffico e deviazioni impreviste che si incontrano lungo il percorso, è facile annusare un imbroglio. Mentre lo sviluppo di network internazionali come quello di Uber fa sì che ognuno possa scegliere il proprio servizio preferito, con tanto di bonus e promozioni accumulate nel tempo, in molti angoli del mondo. Gli stessi gestori degli aeroporti si stanno accorgendo di questa tendenza in forte crescita. E a Pechino, per esempio, stanno valutando seriamente l’ipotesi di aprire un’area riservata soltanto agli autisti che caricano i passeggeri tramite una app. In Italia, almeno stando alla cronaca recente , una decisione del genere potrebbe scatenare una rivolta.

IL PAESAGGIO AUMENTATO
Dopo il boom degli anni scorsi, la realtà aumentata sembra avere preso una fase di lento declino, o almeno è sparita dai riflettori. Sarà anche perché se ne è parlato troppo presto, quando la tecnologia non era ancora evoluta abbastanza per supportarla. Ma collegarla ai viaggi può essere un modo intelligente per riportarla ai fasti che tutto sommato merita. Prendiamo lo scenario tipico di un turista al primo impatto con una città sconosciuta. Non sa dove siano i buoni ristoranti nei dintorni, oppure servizi basilari come un negozio di alimentari, una farmacia, magari un ospedale in caso d’emergenza. Vero, ci sono le app che forniscono queste informazioni in modo abbondante e esaustivo, magari offline. Ma niente di paragonabile al gusto di una grande freccia che si sovrappone alle immagini inquadrate dalla fotocamera del cellulare o del tablet e ci guida passo passo fino alla destinazione scelta. Anche perché tra jet lag e pigrizia vacanziera, all’estero c’è grande voglia di semplicità. Di soluzioni a prova di cervello in standby.  

LA GUIDA SI METTE SUL NASO
Dispositivi come i Google Glass non servono soltanto a fare foto, leggere le notizie o girare filmini erotici da una nuova prospettiva. Mentre le prime compagnie cominciano a utilizzarli per accogliere in modo sorprendente i clienti vip, quando saranno disponibili sul mercato potremo utilizzarli come efficienti guide turistiche automatiche. Ci sono già applicazioni che, incrociando la geolocalizzazione con i sensori di bordo, possono esattamente sapere non soltando dove siamo, ma quale preciso monumento stiamo guardando in ogni momento e iniziare a raccontarci la sua storia.  

LA STAMPA 3D IN HOTEL
Oggi molti alberghi offrono la possibilità di stampare la carta d’imbarco, così i clienti possono evitare il check-in in aeroporto e poltrire un po’ di tempo in più. Domani, vista la progressiva democratizzazione della stampa 3D, disponibile a costi sempre più ridotti, la reception o il concierge potrà fornire servizi al momento impensabili. Come per esempio creare al momento il manico del nostro esatto modello di valigia che si è spaccato per colpa della solita irruenza degli addetti ai bagagli o fornirci una fibbia nuova di zecca del nostro zaino logorato dall’usura, prendendo le informazioni direttamente da un database on line.

E voi fanatici della dieta digitale, ammesso che siate arrivati a leggere fin qui, pensate ancora che la tecnologia in vacanza non possa fare la differenza?

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