A woman displays "Siri", voice-activated
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Se Siri distrae l’automobilista

I sistemi che utilizzano il riconoscimento vocale rappresentano una fonte di distrazione, in alcuni casi molto elevata, per chi si mette alla guida

La promessa è nota: in un futuro nemmeno troppo lontano non dovremo più poggiare i nostri polpastrelli su un display touch-screen. Gli smartphone e gli altri dispositivi mobili saranno così intelligenti da capirci al volo, senza nemmeno bisogno di essere toccati. Dialogheranno - letteralmente - con noi, trasformando ogni nostro desiderio in ordine.

Il futuro, come si dice in questi casi, è già qui: Siri, S-Voice, Cortana e tutti i cosiddetti "assistenti virtuali" sono la dimostrazione vivente (si fa per dire) dell’impegno profuso dalle multinazionali del software nel migliorare l’interazione uomo-macchina. Ma il bello deve ancora venire. Lo sviluppo di soluzioni sempre più sofisticate basate sull’apprendimento e sulla comprensione del linguaggio naturale, spiegano gli esperti del settore, ridurranno drasticamente la percentuale di errore, il numero di passaggi necessari per l’esecuzione degli input; in poche parole la complessità.

Le mani sono libere, la testa no
Eppure, a quanto pare, i risultati sono ancora ben lungi dal fornire una risposta adeguata a questo bisogno di semplificazione, soprattutto in quei casi - ad esempio nella guida automobilistica - nei quali l’eccesso di tecnologia può diventare addirittura controproducente. Secondo uno studio della Fondazione Americana per la sicurezza stradale (AAA Foundation for Traffic Safety) tutti i principali sistemi elettronici pensati per agevolare la guida a mani libere rappresentano paradossalmente un fattore di distrazione. La ricerca è stata condotta chiedendo a un campione di soggetti dai 20 ai 39 anni di svolgere una serie di operazioni di routine (effettuare una chiamata telefonica, regolare l’autoradio, ascoltare o comporre un messaggio attraverso riconoscimento vocale) dapprima in un ambiente statico e successivamente alla guida, e valutando gli effetti di questi task su alcuni parametri fisiologici (risposta cerebrale, visione perfierica, frequenza cardiaca).

Il risultato, come si può vedere, è piuttosto eloquente: i sistemi di riconoscimento vocale, sia quelli integrati a bordo vettura, sia quelli presenti sugli smartphone (è il caso di Siri) aumentano, a volte in maniera molto considerevole, la distrazione.

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– Credits: AAA Foundation for Traffic Safety

Un dialogo articolato (in cui non è sempre facile capirsi)
Il dialogo con i cosiddetti assistenti virtuali sembra essere nella fattispecie l’elemento con il maggior livello di pericolosità. Considerando il carico di lavoro cui è sottoposto un automobilista medio in una scala da 1 a 6, l’utilizzo di un sistema come quello sviluppato da Apple supera il valore 4, più del doppio delle normali regolazioni al volante (ad esempio l’accensione o spegnimento del climatizzatore). A condizionare negativamente le capacità attentive sarebbero soprattutto due fattori: da un lato il tipo di interazione piuttosto spinta richiesto da questo genere di strumenti tecnologici (il guidatore non si limita ad ascoltare ma interloquisce attivamente con la tecnologia), dall’altro la percentuale di errore ancora piuttosto significativa.

I limiti della tecnologia
"Siri può commettere degli errori", spiegano gli autori della ricerca, "ad esempio chiamare qualcuno che non sia la persona desiderata dall'elenco contatti del telefono. In alcuni casi non riconosce le piccole deviazioni dai comandi standard oppure obbliga l'automobilista a ripetere la dettatura poiché non vi è alcun modo per modificare o editare un messaggio o un comando". Alcuni soggetti del campione riferiscono inoltre di una frustrazione provocata dalle risposte, a volte sarcastiche, del sistema.

Il problema, va detto, non riguarda solo Apple, ma l’intero panorama dei cosiddetti assistenti virtuali. “Ci sono altri sistemi di riconoscimento vocale (Google Now, Microsoft Cortana) che non sono stati testati in questa sede e che potrebbero offrire risultati diversi da quello mostrato da Siri. Tuttavia è improbabile che il punteggio ottenuto da strumenti di questo tipo scenda sotto il livello 3, la soglia che definisce il carico di lavoro di un sistema di riconoscimento vocale praticamente perfetto.”

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