Samsung Galaxy Note 4 17
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Samsung Galaxy Note 4, la video-recensione

Lo smartphone extra-large del marchio coreano si rinnova: ecco le nostre prime impressioni

Era il 2011 quando Samsung presentò al mondo un gigantesco smartphone Android, il Galaxy Note. Dall’alto dei suoi 5,3 pollici di diagonale, quel dispositivo fu definito - diciamolo pure, con una certa dose di ironia - come il primo incrocio fra un telefono e un tablet (a quei tempi, lo ricordiamo, era tutto un fiorire di telefonini da 3,5 pollici). Eppure, nelle intenzioni dei suoi creatori, l’idea di un "telefonone" tutto schermo e pennino era tutto fuorché un esercizio di stile, quanto piuttosto un tentativo, in vero abbastanza coraggioso, di cambiare le regole del gioco.

A distanza di tre anni possiamo dirlo: Samsung ci aveva visto giusto. Se gli smartphone extralarge - o per meglio dire i phablet, per usare un termine coniato proprio all’indomani dell’uscita di quel bigfoot - sono sempre più diffusi, lo si deve proprio alla geniale intuizione dei designer dell’azienda coreana. Capaci di convincere tutti (persino Apple!) delle opportunità offerte dai device a taglie forti.

Paradossalmente, il difficile per Samsung viene adesso. Ora che la concorrenza sembra essersi allineata sugli schermi ad alto polliciaggio, la casa coreana sa bene che le dimensioni, da sole, non bastano più. Serve altro. Più che un telefono grande, direbbero i nostalgici degli spot anni ’80, ci vuole un grande telefono. Quel che vuol essere in fin dei conti il nuovo Galaxy Note 4, quarto discendente della ormai popolosa progenie di jumbo-phone motorizzati Android, in commercio anche in Italia dal prossimo 17 ottobre al prezzo di 769 euro.

Grazie alla disponibilità di Samsung, Panorama ha avuto la possibilità di provare un modello di pre-produzione per qualche ora, ricavandone alcune impressioni. Ve le raccontiamo qui di seguito in questa recensione.

Design
Il Galaxy Note 4 riconferma lo stile un po’ incravattato del Note 3, con un’unica sostanziale differenza: la presenza di una rifinitura in metallo lungo tutto il profilo del display. Un inserto che dona una certa eleganza all’insieme, come si confà a un terminale pensato per una clientela essenzialmente business. Buona la sensazione all’impugnatura. Nonostante i 5,7 pollici di diagonale, il Note 4 resta assolutamente leggero e non troppo impegnativo da tenere a una mano.

Display
Samsung conferma le sue grandi doti nell’assemblare display di qualità sfoderando uno straordinario schermo Amoled da 2560 x 1440 pixel di risoluzione (per una densità totale di pixel di 500 ppi). I numeri, da soli, non rendono merito all’esperienza che lo schermo del Note può offire dal vivo: per luminosità, contrasto, angolo di visuale c'è davvero da stropicciarsi gli occhi.


 

Prestazioni
Le buone sensazioni che avevamo avuto a settembre nel leggere il tabellino delle specifiche tecniche (processore quadcore Snapdragon 805, 3 Gb di RAM e molto altro ancora) si confermano anche nell’esperienza pratica. Per quel che ci è stato concesso vedere, il Galaxy Note 4 ci è parso un gradino sopra la media dei terminali Android top di gamma. Provare per credere la fluidità del terminale quando si tratta di gestire due finestre sovrapposte in multitasking. Grande attenzione è stata dedicata alla gestione delle risorse energetiche: le dimensioni della batteria sono pressoché invariate rispetto al Galaxy Noter 3, ma il nuovo phablet di Samsung ha dalla sua la funzione di super-risparmio energetico (già vista sul Galaxy S5) e un sistema di ricarica rapida che promette tempi di approvvigionamento record: per ricaricare il telefono al 50%, dichiara Samsung, basteranno ora 30 minuti.

Fotocamera
Il salto in avanti rispetto al passato non sta solo nella pioggia di megapixel ora a disposizione della fotocamera principale (ben 16, chi offre di più?). Samsung ha lavorato sodo  anche sull’obiettivo secondario (quello anteriore) integrando un sensore stabilizzato con apertura f 1.9 che promette selfie mai cosi luminosi e "fermi". Da notare, sempre sul fronte delle risorse per gli autoscattisti, la decisione di utilizzare il sensore posteriore per la misura del battito cardiaco come tasto secondario dell’otturatore e l'integrazione di una funzione panoramica par la riprese grandangolari fino a 120 gradi di ampiezza.

S Pen
Se c’è un elemento che distingue il Galaxy Note da tutti gli ormai innumerevoli tentativi di imitazione, questo è il suo pennino. Sotto questo profilo, l’S-Pen del Note 4 rappresenta ben più di un aggiornamento rispetto allo stilo del suo predecessore. Samsung ha raddoppiato il numero di livelli di pressione, rendendo l’esperienza di scrittura mai così vicina a quella della penna su carta. Questo video aiuta a capire meglio ciò di cui stiamo parlando.

Conclusioni
Quel che avevamo scritto all’indomani dell’uscita del Galaxy Note 3 lo ribadiamo oggi dopo aver toccato con mano il suo successore: il Galaxy Note 4 è il miglior dispositivo Android di Samsung. A conti fatti i 769 euro richiesti dalla casa coreana per il modello base non sono uno sproposito: per qualità del display, prestazioni, funzionalità esclusive (su tutte il multitasking e le risorse legate ad S-Pen) il phablet di Samsung rappresenta uno degli investimenti più sicuri per chi, ancor prima di comprarsi un nuovo dispositivo, pensa già alla sua possibile svalutazione.

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