Una collezione di quasi 100 esemplari unici per raccontare la storia e l’evoluzione dei robot di intrattenimento. Questa è in sintesi Io, Robotto - Automi da compagnia, la mostra inaugurata lo scorso sabato a Rovereto presso Palazzo Alberti Poja che raccoglie oltre 90 modelli di robot che in qualche tempo e luogo sono stati davvero venduti. L’esposizione, che rimarrà aperta per i prossimi sei mesi (fino al prossimo 27 agosto), nasce da un’idea del giornalista Massimo Triulzi, esperto di tecnologia e appassionato di robotica, e Franco Finotti, Direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Da Aibo ERS 111 (il primo vero robot per l’intrattenimento domestico) a Nao, forse il più complesso e sofisticato androide acquistabile sul mercato, la rassegna svela e racconta non solo l’essenza del robot come compagno della persona in una delle dimensioni principali della vita, quella dello svago, ma anche la complessa e articolata evoluzione in cui il robot è inteso ora come semplice giocattolo meccanico ora come reale traguardo tecnologico ora come strumento domestico.

L’allestimento della mostra, spiegano i curatori, è realizzato per guidare i visitatori all’interno di una vera e propria storia della robotica di intrattenimento attraverso supporti multimediali e interattivi che presentano approfondimenti tematici per contestualizzare il robot nei diversi scenari culturali di cui è protagonista, dal cinema alla letteratura alla musica, e valorizzare le caratteristiche proprie di ogni esemplare.

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