Nikon D5
Reflex

Nikon D5, prime impressioni

Primo contatto con la nuova full-frame di punta della casa giapponese. Rivista nel sensore, nell’autofocus e nel processore

Da Las Vegas

Un’altra reflex full frame, la nona negli ultimi cinque anni, quasi a sottolineare una volta di più la volontà di fare breccia nella fotografia di rango. Nikon presenta la sua nuova ammiraglia Fx e questa volta è merce che scotta: si scrive D5, ma si legge come il tentativo della casa giallo-oro di sbaragliare la concorrenza nel settore delle reflex professionali.

 

Sensibilità e autofocus mostruosi
La strada, bisogna dirlo, era già stata segnata egregiamente con le precedenti D4 e D4S, ma mai come in questa occasione Nikon aveva dato l’impressione di puntare al limite. Due dati chiariscono meglio di qualsiasi parola le intenzioni bellicose della casa giapponese: il primo riguarda la sensibilità, che raggiunge la soglia bulgara di 3.280.000 ISO (tremilioniduecentottantamila!) equivalenti in modalità Hi 5; il secondo ha che vedere con la messa a fuoco, qui affidata a un nuovo sistema AF a 153 punti (99 a croce).

Sono proprio questi due aspetti, in combinazione con le prestazioni velocistiche garantite dal nuovo processore d’immagine (Expeed 5) a fare della nuova Nikon D5 un boccone piuttosto prelibato per il fotografo professionista, e in particolare per il fotoreporter sportivo: nella nostra prova nel deserto del Nevada siamo stati in grado di scattare a raffica a 12 fotogrammi al secondo nella massima risoluzione con un livello di precisione sorprendente, anche con soggetto in movimento e in condizioni di scarsa luminosità.

Nikon D5

– Credits: Nikon

Video in 4K fino a 30p
Tanto furore agonistico è reso possibile anche dall’aggiornamento di tutte le funzioni di lettura e scrittura dei dati (la Nikon D5 arriva equipaggiata con due slot per card XQD o - in alternativa - con doppia sede per compact flash), e dalle doti velocistiche in fase di buffering: di fatto - spiega la casa giapponese - la D5 consente di acquisire fino a 200 immagini RAW in una singola sequenza, quanto basta insomma per coprire un’intera finale dei 100 metri senza sollevare il dito dal pulsante di scatto.

Nikon ha ovviamente approfittato dell’occasione per rinfrescare tutta la parte video della macchina, decisamente più robusta della progenitrice D4S: la D5 consente di riprendere in 4K fino a 30p in ritaglio nativo “dot-by-dot” o - in alternativa - di registrare clip in Full HD a 50 e 60p. Rivista anche l’interfaccia utente che si giova dall’arrivo del display touch screen, perentorio soprattutto in fase di riproduzione.

Nikon D5

– Credits: Nikon

Da marzo, a un prezzo di oltre 6000 euro
Qualcuno parla già della macchina perfetta, ma la perfezione - si sa - non è di questo mondo, e a ben guardare anche la D5 ha i suoi punti deboli: la connettività, per dire, non è prevista di serie (per inviare le foto al PC o a uno smartphone occorre acquistare un trasmettitore in vendita separatamente) e anche la risoluzione massima del sensore (20 megapixel) rischia di scontentare gli amanti dell’ingrandimento spinto.

E poi, ovviamente, c’è il prezzo: la Nikon D5 arriverà in Italia dalla prossima primavera a un prezzo presumibilmente superiore ai 6000 euro; una cifra chiaramente abbordabile solo dai professionisti e dagli amatori facoltosi. Ma per un’ammiraglia che arriva ce n’è anche una - anzi due - che vanno in pensione: sia la D4 che la D4S potrebbero diventare la vera occasione per tutti quegli utenti che non sono interessati allo stato dell’arte ma si accontentano - si fa per dire - di una macchina con la M maiuscola a prezzo scontato.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti