Reflex

Canon Eos 70D: la recensione

La reflex di fascia media del produttore giapponese alla prima prova sul campo: occhi puntati sul nuovo autofocus Dual Pixel

Da un punto di vista prettamente motivazionale, il mondo dei fotoamatori si divide in due grandi categorie: i fedelissimi del marchio, consumatori che si informano costantemente su tutte le nuove uscite del proprio brand preferito, e gli equilibristi del budget, quelli per intenderci che fissata una quota massima di spesa cercano di capire cosa offre di buono il mercato.

Fatta buona questa premessa si può dire che la nuova Canon Eos 70D sia forse una delle poche reflex oggi sul mercato che può strizzare l’occhio a entrambi i “partiti”: una Canon per veri Canonisti ma che punta anche a primeggiare nella sua specifica fascia di mercato (quella delle macchine reflex fra i 1000 e i 1500 euro). Stiamo parlando, per chi non l’avesse ancora capito, dell’erede della Canon Eos 60D , la middlerange per eccellenza del portfolio della casa giapponese, una macchina che ha il delicatissimo compito di fare da spartiacque fra le entry-level del Gruppo (Eos 700D, EOS 100D) e i modelli prosumer e semi-professionali (5D-6D-7D).

Panorama.it ha avuto la possibilità di provarla per qualche giorno per fare qualche scatto e ricavarne alcune impressioni:

ESTETICA
Il feeling all’impugnatura è decisamente migliore rispetto alla Eos 60D. Lavorando sulle finiture e il grip Canon ha alzato di parecchio l’asticella. Ora la distanza dalla 7D non è così evidenti: anzi, per dimensionamento, razionalità dei comandi e display (ottimo lo schermo orientabile touch screen da 3 pollici) la 70D ci è sembrata persino superiore.

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COMANDI
Per essere una reflex di fascia media, la Eos 70D è fin troppa ricca di regolazioni, soprattutto all’interno. Il fotoamatore che ama lavorare sulle impostazioni manuali, insomma, ha di che sbizzarrirsi. Giova a questo proposito la presenza del già citato touch-screen che ha il grosso merito di semplificare i setting più immediati, soprattutto quando si lavora in Live View.

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SENSORE
La Eos 70D integra un nuovo sensore CMOS APS-C da 20,2 megapixel che abbinato al processore Digic 5 consente di catturare immagini in piena risoluzione fino a 7 fotogrammi al secondo, con una raffica che raggiunge 65 immagini JPEG o 16 RAW. Davvero un buon passo in avanti rispetto alla 60D. La gamma nativa spazia da 100 a 12.800 ISO: nella prova pratica il rumore ci è sembrato tutto sommato modesto fino ai 6400 ISO.

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AUTOFOCUS
Utilizzando il mirino ottico, il sistema di messa a fuoco a 19 punti si dimostra decisamente reattivo e preciso, sia nello scatto statico che in quello sportivo e naturalistico. Cercare (e trovare) il fuoco puntando l'obiettivo su un rapace che ci sfreccia sopra la testa a tutta velocità non è una missione impossibile.

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Ma è ovviamente nei video e in modalità Live View che la Eous 70D punta a fare la differenza. Merito del sistema di Dual Pixel Cmos Af, una tecnologia brevettata con la quale Canon cerca di superare i limiti degli attuali sistemi di messa a fuoco ibrida: il sensore della Eos 70D integra in pratica due fotodiodi all'interno di ogni pixel che possono essere letti indipendentemente per ottenere l’autofocus o congiuntamente per elaborare le immagini. Il risultato è una messa a fuoco più precisa e veloce, soprattutto quando si esclude l’inseguimento. La stabilità del fuoco nei video, specie con l’utilizzo di ottiche motorizzate (Serie Stm), rappresenta un nuovo benchmark per il settore: contrariamente a quanto si vede su buona parte delle reflex con AF ibrido, la Eos 70D sta sul soggetto senza lasciarsi ingannare dal resto del contesto. Qui di seguito un breve video di prova realizzato con la Eos 70D in modalità Video Snapshot nella cucina di un ristorante toscano:

CONNETTIVITA’
Pur senza operare scelte rivoluzionarie, Canon ha dato alla Eos 70D la facoltà di comunicare con l’esterno. Direttamente o wireless (attraverso il modulo Wi-Fi integrato), la fotocamera può infatti trasferire immagini al PC, a un televisore o a una stampante, caricare contenuti su servizi web (Canon iMage Gateway) oppure – attraverso l’app gratuita EOS Remote – collegarsi con uno smartphone o un tablet ed essere controllata in remoto in tutti le sue principali funzioni (comprese ISO, esposizione, messa a fuoco e scatto). 

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CONCLUSIONI
A ragion veduta possiamo dirlo: chi vuole fare un investimento equilibrato ma che sia comunque in grado di garantire una buona tenuta nel tempo può trovare nella 70D il giusto compromesso. Per una cifra non esorbitante (1184 euro solo corpo), Canon offre tutte le comodità del caso (e forse qualcuna di più), sia nella parte fotografica che in quella video. È soprattutto su quest’ultimo fronte – grazie all’impiego della nuova tecnologia a doppio fotodiodo per pixel – che la Eos 70D può fare la voce grossa dinnanzi alla concorrenza. Sulla connettività si poteva certo osare di più ma la presenza del Wi-Fi garantisce comunque un’apertura sufficiente al mondo Web e a quello del controllo remoto via smartphone o tablet. L’impressione è che con qualche ottica adeguata (e qui - fra motorizzate e non - c’è solo l’imbarazzo della scelta), per qualcuno potrebbe questa potrebbe essere anche la macchina definitiva. Almeno fintantoché non sopraggiunga il desiderio (o la pretesa) di passare al mondo delle semi-professionali.

 
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