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Perché il prossimo Apple Watch potrebbe “sganciarsi” dall’iPhone

L’indiscrezione dal WSJ: Cupertino starebbe lavorando su un nuovo orologio intelligente dotato di GPS e connessione cellulare

Che giudizio si può dare sull’Apple Watch a un anno esatto dal suo arrivo sul mercato? Partiamo da un dato oggettivo, quello sulle vendite: ancorché Apple non abbia mai rivelato le cifre esatte della distribuzione, gli analisti sono abbastanza concordi nel ritenere probabile una stima fra i 12 e i 13 milioni di pezzi commercializzati. Sono numeri distanti da quelli, roboanti, totalizzati dai best seller della Mela (il solo l’iPhone totalizza all’incirca lo stesso quantitativo di vendite in un mese), ma che eppure meritano di essere analizzati con attenzione, per almeno tre buoni motivi:

1) Se si esclude l’iPad, non ci sono tanti altri prodotti della Mela che possono vantare la stessa partenza del Watch. Giusto per avere un termine di paragone: l’iPhone, nel suo primo anno di vita, fu acquistato da sei milioni di utenti.

2) Le vendite complessive del Watch rappresentano il 61% dell’intera torta del mercato degli smartwatch e activity tracker. Gli immediati inseguitori (i francesi di Fitbit) hanno raggranellato un terzo delle cifre realizzate da Apple negli ultimi 12 mesi (circa 6 miliardi di dollari)

3) L’Apple Watch è un prodotto del tutto nuovo all'interno del catalogo Apple. E che come tale ha ancora molti margini di miglioramento.

Un prodotto perfettibile
Riassumendo si potrebbe dire che sì, le vendite dell'orologio intelligente di Apple sono ancora ben lungi dall'essere dirompenti, ma che in prospettiva le potenzialità ci sono tutte. Tutto dipenderà dalla capacità che avranno Tim Cook e soci nel completare e arricchire un prodotto che – proprio come il primo iPhone – è perfettibile sotto molti punti di vista.

"Il primo telefonino di Apple", spiega il Wall Street Journal, "non poteva contare sul miglior supporto di connettività wireless, non offriva applicazioni di terze parti e difettava di alcune funzionalità basiche, ad esempio il copia e incolla". Il Watch, allo stesso modo, appare migliorabile sotto tanti punti di vista: il processore non è sempre reattivo, manca il Gps e un sistema di connettività interna che consenta all’orologio di vivere indipendentemente dall’iPhone.

Alcune di queste migliorie sarebbero già al vaglio degli ingegneri di Cupertino (come spiega anche Bloomberg). Il prossimo modello di Watch, è pronto a scommettere l’autorevole testata americana, potrebbe già contare su un processore più performante e su un modulo cellulare integrato per l’invio e la ricezione dei dati in completa autonomia.

AAA killer application cercasi
Ma la sfida più impegnativa resta quella che riguarda lo sviluppo di applicazioni decisive, le cosiddette killer application. L’impressione è che finora la maggior parte degli sviluppatori si sia limitata a fare copia e incolla di servizi sviluppati per il mondo iOS, senza cioè pensare a quale valore aggiunto potesse offrire un device così personale e indossabile qual è appunto lo smartwatch.

È un aspetto che ha fintio per condizionare la percezione stessa del Watch, considerato ancora poco più che un accessorio: "Ciò che manca davvero è uno scopo", sottolinea ancora il Walll Street Journal. "Il Watch fa bene alcune cose, come ad esempio il monitorare le attività, effettuare pagamenti mobili, ricevere notifiche. Ma non c'è un compito che non possa essere svolto da un iPhone o da un altro tracker meno costoso".

"Apple dovrà lavorare per allargare l’ecosistema di servizi", chioosa J.P. Gownder, analista di Forrester Research, "facendo del Watch un oggetto indispensabile". Fatto il Watch, insomma, bisognerà fare i suoi utilizzatori, lavorando su applicazioni uniche e differenzianti. Ecco perché la vera novità del Watch 2 potrebbe riguardare non tanto l'orologio in sé quanto piuttosto il suo ambiente di sviluppo (WatchKit).

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