Pixie Point
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Pixie Point, ecco come non perdere più chiavi e portafogli

Sembra un plettro, in realtà è un dispositivo che consente di localizzare qualsiasi oggetto a rischio smarrimento

Dimenticarsi dove si è messo il telefonino spesso non è un problema. Se non siamo stati così sprovveduti da silenziare sia la suoneria che la vibrazione, basta farci chiamare da qualcuno e lo si ritrova. Ma anche nel caso in cui il dispositivo sia silenziato, esistono app specifiche che consentono di localizzarlo senza bisogno di farlo squillare. 

Lo stesso purtroppo non vale per molti altri oggetti a rischio smarrimento. Le chiavi di casa, ad esempio, o il portafogli, la macchina fotografica, il telecomando, tutte quelle cose insomma che tendiamo a utilizzare e poi abbandonare dove capita. Sarà successo a molti di rivoltare mezza casa in cerca del portafogli, per poi ricordarsi di averlo lasciato nella tasca del giaccone. In quei momenti pagheresti per avere un sistema che ti consentisse di localizzare quell’oggetto all’istante.

Per anni diverse aziende hanno presentato soluzioni tanto ingegnose quanto fallaci. Ora, finalmente, una startup di nome Pixie ha scoperto l’uovo di Colombo.

Pixie Point ha la forma e le dimensioni di un plettro da chitarra (il che è curioso, considerando che il plettri sono la cosa più smarribile, dopo i calzini), è resistente all’acqua e ai raggi UV, può essere appiccicato a qualunque oggetto ed è in grado di funzionare ininterrottamente per 18 mesi senza bisogno di ricariche.

Il sistema funziona in questo modo: prendi uno dei quattro Pixie Point inclusi nel pacchetto (in pre-vendita ora per 40 dollari), lo attacchi all’oggetto desiderato, dopodiché sarai in grado di monitorarne l'ubicazione utilizzando una specifica app mobile. Questa app è in grado di indicarti la posizione dell’oggetto “taggato” su una mappa o di fartela visualizzare utilizzando lo schermo dello smartphone come un paio di occhiali per la realtà aumentata: muovi la telecamera in una stanza e vedrai comparire una X del colore del Point in corrispondenza del relativo oggetto. 



Negli ambienti chiusi il localizzatore è in grado di funzionare entro un raggio di 15 metri, all’esterno si estende fino ai 45 metri. Tuttavia, questo raggio può essere aumentato nel caso in cui in un ambiente siano presenti più Pixie Point: i localizzatori infatti sono in grado di comunicare anche tra loro, consentendo una triangolazione che permette di localizzare gli oggetti con un’accuratezza ancora maggiore.

L’app sviluppata da Pixie consente inoltre di sapere quale fosse l’ultima posizione conosciuta di un oggetto localizzato fuori dal raggio d’azione del localizzatore; inoltre prevede una funzionalità “lista” che permette di controllare se in un dato cassetto (o in una valigia) siano presenti determinati oggetti geo-taggati. Infine, quando uno dei Point sta esaurendo la carica, la cosa verrà comunicata direttamente all’utente attraverso una notifica.

Il prodotto sviluppato da Pixie si differenzia dalle soluzioni già presenti sul mercato (ad esempio Tile), in particolare per l’accuratezza e la varietà delle funzionalità.

Quello che potrebbe disincentivarne l’acquisto però è il prezzo: attualmente il prodotto è in pre-vendita per 40 dollari, a partire dall’estate però il prezzo sarà quasi doppio (70 dollari), non esattamente economico per un dispositivo che dopo 18 mesi perde la possibilità di essere utilizzato.

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