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Perché Microsoft sta regalando Office agli utenti Apple (e Android)

Word, Excel e PowerPoint non sono così indispensabili per gli utenti mobili. Così Redmond li rende gratuiti anche sui dispositivi della concorrenza

"Daremo Office a tutti". L'apertura di oggi del blog ufficiale di Microsoft non ammette equivoci: Word, Excel, PowerPoint sono patrimonio dell’umanità e devono essere resi sempre più accessibili, soprattutto a coloro i quali - e sono sempre di più - utilizzano uno smartphone o un tablet come unico strumento di produttività.

Non si tratta di uno dei tanti proclami fumosi cui ormai ci hanno abituati i giganti del mondo hi-tech ma di un annuncio con effetto immediato: da oggi, in buona sostanza, Microsoft offrirà gratuitamente a tutti gli utenti mobili - si comincia con quelli di sponda Apple per poi arrivare ad Android - il pezzo più pregiato della sua collezione software. Significa che non servirà più sottoscrivere un abbonamento a Office 365 per poter editare i documenti della suite da un iPhone, un iPad piuttosto che da un dispositivo Android. Con un risparmio, calcolatrice alla mano, di circa un centinaio di euro all’anno.

 

Cos’abbia spinto Microsoft a regalare di fatto il pacchetto più redditizio della sua offerta software - capace, da solo, di generare circa un terzo di tutto il fatturato - lo si può facilmente intuire guardando i dati di vendita della divisione software sul fronte consumer: lo scorso anno, fa notare il New York Times, le vendite di Office per il mercato degli utenti non professionali è cresciuta di solo il 2% (contro l’8% del business) e le indicazioni dei primi due quarti del 2014 parlano di un saldo in negativo a doppia cifra. Word, Excel e PowerPoint non godono in ambito mobile della stessa popolarità conquistata sul fronte PC, un po’ per ragioni di praticità (un conto è stendere un foglio di calcolo con mouse e tastiera, altra cosa è farlo con i soli polpastrelli) un po’, come detto, per motivi di prezzo. Il risultato è che sempre più utenti ripiegano su soluzioni gratuite - da iWork ad Evernote, da CloudOn a Paper iPad - strumenti probabilmente meno completi di quelli offerti dalla suite Office ma più che sufficienti per portare a termine le attività base: prendere appunti, creare una tabella, condividere una presentazione.

Insomma , per Microsoft il rischio di perdere la partita più importante del suo futuro - quello della mobilità - è concreto e la scelta di Satya Nadella e dei suoi di aprirsi ai dispositivi della concorrenza appare più che sensata. Tanto più se si considerano le (buone) intenzioni che animano gli sviluppatori di Redmond per ciò che concerne la qualità dell’esperienza d’uso sui device che non sono PC. Si parla ad esempio di una futura versione della suite ottimizzata per il mondo touch.

Chiave di volta di questa nuova strategia a tutto campo è la partnership con Dropbox, probabilmente il miglior alleato possibile nell’ottica di garantire l’accesso multipiattaforma ai file di Office. Nell’immaginario di Microsoft, gli utenti lavoreranno con Office su PC, salveranno i propri file su Dropbox e li ritroveranno su smartphone e tablet pronti per essere modificati e ritoccati a piacimento. Sembra l’uovo di Colombo, ma chi conosce le dinamiche profonde del mondo digitale sa che non è un affare così banale. Soprattutto quando l’obiettivo dichiarato è raggiungere tutti gli utenti.

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