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Perché Apple ha comprato Beats

Le vere ragioni di un'acquisizione da tre miliardi dollari

Il logo di Beats – Credits: Web 

La notizia è che Apple ha acquisito Beats Music, il servizio di abbonamento per la musica in streaming, e Beats Electronics, la big company che produce le cuffie e gli auricolari più popolari del mondo. Il primo effetto di questa operazione è che i co-fondatori di Beats, Jimmy Iovine e Dr. Dre entreranno a far parte di Apple. Il prezzo stabilito per l'acquisto di Beats è tre miliardi di dollari.

Dr. Dre è uno dei produttori più influenti di sempre della musica americana, mentre Jimmy Iovine è una vera superpotenza del music business, ovvero il presidente del consiglio di amministrazione del colosso discografico Interscope-Geffen-A&M.

Ma perché Apple ha appena chiuso la più grande acquisizione della sua storia?

La prima risposta viene da Eddy Cue, senior vice president Apple per gli Internet Software and Services. "L'ingresso di Beats renderà la nostra offerta musicale ancora migliore dallo streaming gratuito con iTunes Radio".

Ma non solo. Beats è il marchio che ha trasformato le cuffie da banale accessorio anonimo a strumento griffato per le masse. Nell'ultimo anno si calcola che Beats abbia avuto ricavi superiori al miliardo di dollari. Appare dunque evidente che Apple, acquisendo Beats, si porta in casa un brand potentissmo che si rivolge a milioni di teenager in tutto il mondo. 

C'è poi altro aspetto fondamentale di questa operazione: attraverso Beats Apple vuole diventare sempre più competitiva per quanto riguarda i servizi di musica in streaming. Apple, si sa, non ha rivali nella vendita di musica dalla piattaforma digitale di iTunes, ma il download di brani ed album non è nella sua stagione migliore.

Lo streaming ha indubbiamente rallentato le vendite di canzoni dalla principale piattaforma digitale (The Verge.com parla di un meno 12 per cento nell'ultimo anno). Spotify avanza inesorabilmente accentuando la sua presenza in un numero sempre crescente di mercati. Comprensibile quindi la volontà di Apple di inserirsi a pieno titolo in questa competizione. Steve Jobs, si sa, non era un grande estimatore dei servizi di musica in abbonamento online, ma ii numeri del mercato dicono chiaramente che il fenomeno è in netta crescita ed Apple non può permettersi di ignorarlo. 

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