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Nexus 4, ecco il primo smartphone con Android 4.2

Realizzato in collaborazione con Lg, il nuovo telefonino di Google offre una dotazione da primo della classe (Lte escluso) ma a un prezzo di partenza decisamente concorrenziale: 299 dollari. Debutterà a metà novembre, ma in Italia lo vedremo più avanti

– Credits: Google

Proprio nel giorno in cui Microsoft presentava Windows Phone 8 Google - dalle pagine del suo blog - annunciava l’arrivo del suo ultimo telefonino intelligente, il nuovo Nexus 4; non solo l’ultimo discendente dell'ormai popolosa progenie Nexus, ma anche il primo smartphone equipaggiato con la nuova versione di Android, la 4.2 [guarda tutti i miglioramenti del nuovo OS] .

Si scrive Google Nexus 4, ma in realtà si tratta di un terminale costruito da Lg, società che con i suoi ultimi modelli, e in particolare l’Optimus 4X HD , ha dimostrato di sapersi muovere quando si tratta di realizzare device potenti, soprattutto in termini di display e risorse multimediali.

E in effetti, il nuovo Nexus 4 si presenta con una dotazione da primo della classe: display da 4,7 pollici ad altissima risoluzione (320 ppi), processore quad core Qualcomm Snapdragon S4 Pro da 1,5 GHz, batteria da 2.100 mAh, 2 GB di RAM, 8 o 16 GB di memoria flash interna (assente lo slot micro SD), fotocamera posteriore da 8 Megapixel (cui si aggiunge l’obiettivo frontale da 1,3 Megapixel per le videochiamate), WiFi 802.11 b/g/n, Bluetooth, supporto NFC e sistema di ricarica senza fili basato su dock a induzione magnetica (simile nella sostanza, più che nella forma, a quello presentato da Nokia sui Lumia 920 e 820 ).

Il tutto, e qui sta forse la vera novità, a un prezzo di partenza a dir poco competitivo: 299 dollari (le vendite inizieranno online dal prossimo 13 novembre in sette nazioni, Italia esclusa).

Non ci vuole molto a capire quale sia l’obiettivo dei vertici di Mountain View: offrire al mercato uno smartphone capace di fare tutto quello che fa l’iPhone 5 (Lte escluso) ma alla metà del prezzo.

Un’operazione che in questo momento solo Google, forse, può portare avanti senza rischiare il flop.

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