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Nessuno (o quasi) parla al cellulare più degli italiani

Ogni mese in media chiacchieriamo al telefonino per 375 minuti, più di cinesi, greci e francesi. Nel mondo ci battono solo gli americani con 450 minuti ogni 30 giorni. Siamo tra i Paesi in cui la batteria dello smartphone si scarica più velocemente e non amiamo usare l’auricolare. Ecco i dati e le abitudini che vengono fuori da una ricerca internazionale

Ci hanno conquistati con app, mail in tempo reale e internet, ma gli smartphone ancora li usiamo, e anche parecchio, per chiacchierare. Anzi, la nostra loquacità è da primato mondiale o quasi: siamo sul secondo gradino del podio con 375 minuti al mese, ovvero poco più di 6 ore. Ci superano soltanto gli Stati Uniti con i loro 450 minuti ogni 30 giorni, ma stacchiamo e pure di parecchio la Cina (250 minuti), la Francia (312 minuti) e la Grecia (325 minuti).

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A dirlo sono i dati di una ricerca condotta tramite la app gratuita Takwon installata sui dispositivi Android di tutto il mondo. Dunque i suoi risultati sono più attendibili rispetto a sondaggi che tradizionalmente domandano agli utenti di stimare a naso quanto sono lunghe le loro conversazioni sul telefonino.
Dalla ricerca emergono altri risultati interessanti: per esempio non figuriamo nemmeno nella classifica delle nazioni che usano maggiormente l’auricolare con il filo, quello Bluetooth o il vivavoce per parlare al telefonino. Se è abitudine per uno svedese su due, all’incirca per un americano o un inglese su tre, la stessa cosa non si può dire per noi. Insomma, amiamo conversare tenendo il cellulare attaccato all’orecchio. Con conseguenze poco chiare per la nostra salute, come anche denuncia l’interessante saggio di Riccardo Staglianò, Toglietevelo dalla testa (Chiarelettere, 2012) di cui si consiglia la lettura.
Sempre dalla ricerca emerge un dato statistico significativo: l’Italia sarebbe la terza nazione al mondo in cui la batteria dei telefonini si scarica più velocemente. Peggio di noi se la passano soltanto Inghilterra e Australia, mentre la longevità è garantita in Paesi come Hong Kong o Taiwan. Non è infatti soltanto l’uso che facciamo del cellulare a determinarne l’autonomia, ma anche le condizioni della rete, la qualità del segnale. Meno è efficiente e più lo smartphone deve sforzarsi per agganciarlo, in particolar modo per rendere disponibili i servizi 3G.
L’ultima curiosità riguarda il tempo di conversazione che varia a seconda del dispositivo utilizzato. A parità di condizioni, nel mondo si parla di più con il Samsung Galaxy-S (431 minuti in media) o il fratello evoluto Galaxy-S II (352 minuti) e meno con un terminale come l’HTC Desire (265 minuti) o il Motorola Defy (267 minuti).

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Ecco, ci mancava solo questo pretesto per giustificarci: potremo dire che è il telefonino, e non la nostra indole di logorroici incalliti, a renderci così ciarlieri.  

Twitter: @marmorello

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