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Maker Faire, Intel lancia un progetto open source con un tocco tricolore

La multinazionale presenta una scheda compatibile con la piattaforma Arduino di Massimo Banzi e la regala a mille università. Michael Bell, vicepresidente dell'azienda californiana, racconta l'iniziativa a Panorama.it

Con i suoi tempi fulminei, la tecnologia dovrebbe essere d’esempio per tanti settori lumaca: «Abbiamo provato Arduino» racconta a Panorama.it Michael Bell, vicepresidente di Intel e general manager della divisione nuovi dispositivi «e ci siamo resi conto che era fantastico. Ho mandato una mail a Massimo Banzi, ci siamo incontrati a Londra e due mesi dopo avevamo un prodotto». Il prodotto è una scheda di sviluppo compatibile proprio con Arduino, la piattaforma più usata dai maker di tutto il mondo, che in questa variante si basa sulla potente architettura della multinazionale di Santa Clara. «È il punto di partenza per sviluppare qualsiasi idea: per far muovere un robot, una macchina connessa al cloud, un braccio comandato da un computer e così via». Esattamente il tipo di creazioni che si possono ammirare girovagando per la Maker Faire  in programma fino a domenica al Palazzo dei Congressi di Roma.  

Con la partnership con Intel, Arduino, un orgoglio con un’impronta tricolore stimato ovunque, diventa ancora più versatile. È facile da usare per i neofiti e può potenziare progetti già esistenti. Per funzionare si appoggia a Linux, ma per la casa californiana non è una rivoluzione: «Pochi sanno» dice Bell «che la nostra azienda da tempo dà un enorme contributo a questo sistema operativo. Ha senso lasciare a chiunque la possibilità di fare le modifiche che ritiene opportune. È un atteggiamento che incoraggiamo». E a proposito di incoraggiamento, la scheda sarà regalata a mille università di tutto il mondo, inclusa la romana La Sapienza. «Ci sembra il modo migliore perché queste tecnologie entrino a far parte del processo educativo, siano un ingrediente del percorso di studio. È una vittoria per tutti».

Insomma, maker si nasce, si diventa per vocazione oppure per formazione. E chissà se da questa opportunità si scopriranno nuovi talenti nell’arte di creare cose, connesse a internet oppure no. «Grazie alla potenza sempre maggiore dei processori e all’aumento dell’autonomia delle batterie, andiamo verso uno scenario in cui ci sarà un chip in ogni oggetto». La scheda firmata Intel e Arduino democratizza in qualche modo questo processo: sarà disponibile sul mercato a partire da fine novembre, a un prezzo inferiore ai sessanta dollari (poco più di quaranta euro). Così chi non ha la fantasia, la voglia o le competenze di costruirsela da solo, troverà una piattaforma e uno strumento hardware robusto e accessibile da cui muovere i primi passi.

Gli esiti? Magari anche strade nuove di declinare il potenziale dell'hi-tech, senza scimmiottare modelli americani o asiatici: «Sono favorevole alle sfumature locali della tecnologia. Se fosse uguale in tutto il mondo, se fosse sempre identica a se stessa, sarebbe una noia mortale». Questa scheda è anche una scossa, uno sprone a passare dalla fantasia alla voglia d'ingegnarsi per realizzare un'idea. A partire dal nome: Galileo. «Rappresenta un ribelle» conclude Bell «un personaggio che è un portavoce di un modo diverso di pensare. L'ambasciatore perfetto della community dei maker».

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