Magic Leap
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Con Magic Leap avremo gli alieni in casa

Una demo apparsa su YouTube ci mostra le strabilianti possibilità offerte dalla realtà aumentata. Nel gaming, ma non solo

Preparatevi. Gli alieni stanno arrivando. In un attimo invaderanno casa vostra. Saranno ovunque, in bagno, in soggiorno, sotto il tavolo della cucina, ma soprattutto saranno armati. Avete solo due modi per fermarli: rispondere al fuoco oppure… togliervi di dosso quegli strani occhiali che avete appena inforcato.

Benvenuti nel fantastico (ma non troppo) mondo di Magic Leap, il visore che promette di portare la realtà aumentata a un livello mai visto prima. Se non ci credete date un’occhiata al video appena pubblicato dalla società californiana su YouTube.

Il risultato è a dir poco strabiliante. L’idea che il virtuale si mischi con il reale, in questo caso un ambiente domestico, sembrerebbe fare di Magic Leap un’alternativa molto più godibile (leggasi meno alienante e nauseabonda) di tutti i vari visori in stile Oculus Rift. Il condizionale è d’obbligo giacché stiamo comunque parlando di un video fuoriuscito dai laboratori della startup americana fondata nel 2010 da Rony Abovitz e sovvenzionata da alcuni grandi calibri del mondo digitale, fra cui Google. Ma è evidente: se l’esperienza dal vivo dovesse anche minimamente ricalcare quello che oggi vediamo in questa demo, dovremmo parlare di innovazione. Per il mondo dei videogame, certo, ma non solo.

Sì perché Magic Leap non vuole essere solo un modo per vivere uno sparatutto in modo altamente realistico, ma anche un sistema capace di creare un modello di interazione più coinvolgente con tutti gli “oggetti” del nostro mondo digitale. Sfogliare la casella di posta o visualizzare una clip di YouTube non sarà più la stessa cosa, insomma.

Di video così, è facile scommettere, ne vedremo molti altri nel futuro. Come o anche più sbalorditivi di questo. Ma esprimere giudizi troppo entusiastici sarebbe comunque affrettato, almeno per ora. Magic Leap, come del resto Microsoft Hololens, resta uno dei progetti più attraenti nell’attuale scenario tecnologico, ma trattandosi di tecnologie incentrate sull’esperienza visiva, non si può prescindere dal riscontro sul campo.

E allora, quanto dovremo aspettare per toccare con mano i primi esemplari di questo visore? Secondo gli addetti ai lavori le prime versioni del prodotto, quelle per intenderci destinate agli sviluppatori, dovrebbero arrivare entro l’anno. Ma le recenti esperienze nel settore (vedi Google Glass) suggeriscono prudenza: si possono ingannare i sensi, ma non le aspettative degli utenti.

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