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Le 10 tecnologie che hanno rivoluzionato gli aeroporti nel 2013

Giro del mondo tra gli scali che stanno anticipando il futuro per rendere la vita più facile ai passeggeri

L'imbarco bagagli fai da te all'aeroporto di Melbourne in Australia – Credits: SITA

Secondo un’indagine condotta dalla Sita, la Società internazionale telecomunicazioni aeronautiche, il 76 per cento dei viaggiatori aerei ha sempre con sé uno smartphone oppure un tablet. Dispositivi che rappresentano una preziosa chiave d’accesso a nuove modalità d’accesso a bordo e che consentiranno di velocizzare ogni operazione negli scali. Non a caso a dichiararsi pronto a investire in soluzioni mobili è il 95 per cento degli aeroporti: «Mentre cresce il traffico dei viaggiatori, puntano a migliorare l’esperienza di viaggio. La tecnologia è estremamente funzionale in questo» conferma Francesco Violante, Ceo italiano della Sita.

Alcuni scali, però, sono più avanti degli altri. Hanno iniziato a sperimentare o utilizzano già con profitto metodi e scorciatoie che, verosimilmente, arriveranno ovunque. Ecco dunque un giro del mondo tra le dieci tecnologie (fornite dalla stessa Sita) che hanno rivoluzionato i primi aeroporti nel corso del 2013 e che presto faranno parte delle nostre abitudini, rendendo più semplici e veloci i controlli di sicurezza, gli imbarchi, gli sbarchi, persino lo shopping al duty free e tutto ciò che si muove sopra e sotto le nuvole.

Melbourne, Australia
L’imbarco dei bagagli è completamente automatizzato. Non bisogna rivolgersi a un addetto per svolgere un’operazione che oggi fa perdere tempo anche quando il check-in è stato fatto on line. Le stazioni del «Self BagDrop» (foto di apertura) pesano, misurano e scannerizzano il bagaglio in automatico, indirizzandolo verso la stiva. Bastano al massimo 25 secondi.

Abu Dhabi, Emirati Arabi
Qui tutte le operazioni si portano a termine alla stessa macchinetta di self check-in. Oltre a spedire il bagaglio, come avviene a Melbourne, o stampare la carta d’imbarco, si può persino scegliere il menu che si consumerà a bordo. Mentre sui voli della compagnia Etihad (dove è disponibile la connessione Wi-Fi e le telefonate via rete Gsm), è possibile pianificare l’arrivo, per esempio noleggiando un’automobile con un servizio convenzionato.

Kuala Lumpur, Malesia
Le procedure di sicurezza ricordano un film di fantascienza, ma sono semplicemente le prove generali degli standard futuri. Basta percorrere un tunnel: qui, grazie alla tecnologia biometrica (riconoscimento delle impronte digitali e scansione dell’iride) e alla lettura delle informazioni memorizzate sul telefonino o sul tablet, il sistema capisce se si è frequent flyer, passeggeri ordinari, o si rientra nella categoria di quelli sospetti o che necessitano ulteriori verifiche. I parametri sono tarati dalla sicurezza e nel complesso le operazioni sono molto più veloci.

Miami, Stati Uniti
La perdita di tempo numero uno quando si atterra negli Usa è il controllo dei passaporti. Spesso, soprattutto quando più voli intercontinentali arrivano in contemporanea, le file diventano interminabili e snervanti. Nel gettonato scalo della Florida (e anche altrove, come Los Angeles) hanno installato chioschi automatici che catturano in automatico i dati obbligatori del passeggero, su tutti le impronte digitali, scattano una foto del volto ed emettono una ricevuta. A quel punto, per entrare nel Paese, è sufficiente consegnarla a un agente. In media, occorrono appena due minuti.  

Mosca, Russia
A proposito di perdite di tempo, si calcola che occorrono circa 45 minuti per segnalare un bagaglio smarrito. Per evitare code ai banchi, nello scalo russo sono stati installati chioschi ad hoc per denunciare la mancata riconsegna, attivare una pratica di reclamo e restare informati sugli sviluppi della situazione tramite call center, internet, oppure su smartphone e tablet. Il 99,9 per cento delle valigie vengono riconsegnate nel giro di 48 ore.

Fiumicino, Italia
Nello scalo romano è attivo un sistema che consente di monitorare i bagagli 24 ore su 24 in tutto il mondo. Il grande valore aggiunto è il programma «Reflighting», che permette di imbarcare una valigia non arrivata a destinazione sul volo successivo, accorciando in modo notevole i tempi di attesa per i passeggeri.

Vienna, Austria
L’idea è quella di essere sempre vicino al passeggero, non soltanto quando si trova in aeroporto. Ecco che i chioschi self-service per la prenotazione del volo, il check-in e anche la stampa dell’etichetta per il bagaglio sono presenti in punti strategici, come la stazione ferroviaria nel centro cittadino da cui si prende il treno per raggiungere il proprio terminal. Un modo intelligente per ottimizzare i tempi d’attesa.

Copenaghen, Danimarca
Il salto di qualità è dato da una app che sfrutta la realtà aumentata e funziona anche nei luoghi al chiuso. La si scarica sul proprio smartphone e orientarsi diventa un gioco da ragazzi. È sufficiente inquadrare con la fotocamera il punto in cui ci troviamo per sapere dove sono, quanto distano e come raggiungere bar, ristoranti, duty free (con sconti dedicati), l’uscita o il gate del prossimo volo. Senza perdere tempo a cercare le informazioni su un tabellone luminoso o a farsi capire da un addetto di passaggio.

Dublino, Irlanda
La novità è il riconoscimento facciale. Bastano appena 7,5 secondi per sapere se il passeggero che si è appena presentato ai controlli è autorizzato a entrare nel Paese. Fa tutto il computer, in automatico.

Tolosa, Francia
Già in tanti non stampano più la carta d’imbarco e la tengono su telefonino e tablet. Ma spesso si perde tempo a cercare l’sms o la mail di conferma (impiegando minuti infiniti per trovarla), o, situazione ancora più paradossale, lo schermo sporco del nostro dispositivo impedisce ai lettori elettronici di rilevare il codice di conferma, allungando senza rimedio la fila dietro di noi. Insomma, quella che dovrebbe essere una scorciatoia rischia di trasformarsi in una complicazione. All’aeroporto francese di Blagnac hanno sperimentato un sistema basato sull’NFC, tecnologia di trasmissione dati a corto raggio disponibile di serie sulla maggior parte degli smartphone di ultima generazione (tranne gli iPhone). Grazie all’NFC tutti i dati rilevanti sul nostro viaggio memorizzati prima di partire diventano sempre disponibili, anche quando non li vediamo: è sufficiente avvicinare il telefonino a un lettore abilitato presente ai controlli di sicurezza e al gate, senza dover richiamare nulla sul display, perché il nostro cellulare trasmetta al sistema le informazioni necessarie per passare i controlli e avere accesso a bordo. La procedura, peraltro, funziona anche quando il telefonino è spento.

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