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L'uomo che usò Facebook per ricostruire il suo passato

Mayank Sharma ha dimenticato ogni cosa dei suoi primi 26 anni di vita. Ora sta ricostruendo tutto, grazie a Google e Facebook

Facebook Stories 1

– Credits: Mayank Sharma - Facebook

Domani ti sveglierai in un letto che non riconosci, la mente sgombra da ogni pensiero, ti alzerai e nello specchio cercherai la tua faccia, senza trovarla. Dall’altra parte della superficie argentata c'è un uomo senza nome, famiglia e passato che per qualche ragione imita ogni tuo movimento. Impiegherai qualche minuto a capire quale sia il problema: hai perso la memoria, sei vittima di un’amnesia fuliminea e totale.

Non ti preoccupare, non ti succederà nulla di tutto ciò (probabilmente), quanto descritto è pèrò accaduto un paio di anni fa a Mayank Sharma, un giornalista indiano specializzato in hi-tech, che all’età di 26 anni, una mattina si è svegliato con la memoria formattata. Sharma aveva sofferto di meningite tubercolare, patologia che era poi degenerata in una grave forma di idrocefalia. Il danno collaterale è stata la perdita totale (o quasi) della memoria. Per capirci, Mayank Sharma nemmeno si ricordava come mettere un piede davanti all’altro per camminare.

La storia ricorda quella di Memento , uno dei primi film di Christopher Nolan, in cui veniva raccontata (a ritroso) la storia di Leonard Shelby, un uomo che ogni mattina si sveglia senza ricordi. Ma se Leonard Shelby per tenere traccia dei suoi ricordi se li tatuava sul corpo, Mayank Sharma si è affidato a uno strumento più pratico: Internet.

Dopo aver ripreso padronanza della lingua e aver imparato di nuovo a navigare in Rete, Sharma è tornato ad accedere al proprio profilo Facebook. Da qui è risalito a foto, video, e soprattutto, ai contatti che aveva stretto prima di perdere ogni ricordo. Servendosi del tool Persone che potresti conoscere, Mayank ha cominciato a contattare ognuna delle persone della sua galassia di contatti, ponendo una semplice domanda “ti conosco?”. Utente dopo utente, il ragazzo ha cominciato a ricostruirsi un passato di interazioni sociali, a partire dalle facce e dai racconti delle persone che hanno confermato di averlo conosciuto e interagito con lui in passato. A volte bastava una foto per far sbocciare i ricordi, altre volte le situazioni andavano ricostruite pezzo per pezzo, in una sorta di anamnesi platonica digitale. Per facilitare il processo, Mayank Sharma ha anche creato un’apposita pagina Facebook chiamata Help me (re)build my memory (in italiano: Aiutami a (ri)costruire la mia memoria)

Sembrerebbe quasi una storia costruita ad arte per pubblicizzare la Timeline di Facebook e le sue funzioni annesse. Non a caso, infatti, Facebook ha scelto proprio la vicenda del giovane indiano per pubblicizzare una nuova piattaforma dell’ecosistema Facebook: Facebook Stories . Si tratta di un sito dove chiunque è invitato a pubblicare un video, una raccolta di immagini o un contributo che illustri come Facebook possa aiutare a creare storie interessanti, ad archiviare e organizzare frammenti di realtà in modo da renderli potenzialmente eterni e comunicabili. Il tema per le Facebook Stories di questo mese è, manco a dirlo: il ricordo.

A vedere la Facebook Story di Mayank (la trovate in calce), sembrerebbe quasi che il ragazzo sia riuscito a raccogliere i cocci della sua memoria unicamente grazie a Facebook, in realtà si è servito anche di altri strumenti : Google, ad esempio. Con Google Search è stato in grado di ripescare gran parte degli articoli pubblicati in passato, e di riprendere contatto con il proprio stile e gli argomenti in cui era particolarmente ferrato. Con Gmail ha recuperato le mail e i contatti professionali che aveva perso. A due anni di distanza da quell’inspiegabile mattina di vuoto mentale, il percorso di recupero di Mayank Sharma è a buon punto, ma ancora lontano da un traguardo che probabilmente non verrà mai raggiunto.

Oggi, Mayank raccoglie i dettagli della propria situazione clinica in un apposito sito , nel quale non manca di inserire aggiornamenti sul mosaico di ricordi che va via via allestendo. Il suo caso, ora, è sotto il vetrino di medici neurologi e neuroscienziati che grazie alla quantità di dati messa a disposizione sul suo sito, sono in grado di studiare da vicino un fenomeno ancora piuttosto oscuro e di difficile trattamento.

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