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Kuratas, in Giappone appare il primo "mecha". Ma è opera di un artista

Sembra uscire da Robocop e viene presentato in un paio di filmati diffusi in rete come una sorta di esoscheletro da difesa con tanto di armamenti pesanti; ma dietro c'è il genio e la follia dell'artista Kogoro Kurata

(Credit: Suidobashi Heavy Industry)

Chi nella giornata di ieri si fosse trovato a visionare un paio di filmati circolati su YouTube e ripresi rapidamente da una infinità di siti avrà avuto certamente una delle due reazioni o un misto di entrambe: un "wow" di stupore e un brivido generato dall'inquietudine di essere all'inizio di uno dei vari futuri tecno-apocalittici stile Robocop o Terminator.

Qualcuno ha citato Gundam e i "mecha" giapponesi, visto che il Giappone è la terra dì origine del Kuratas, l'esoscheletro presentato dalla misteriosa "Suidobashi Heavy Industry", società che sembra avere un sito web al momento non proprio accessibile ma anche una pagina Facebook . A qualcun altro la cosa avrà ricordato il Tony Stark/Iron Man dei fumetti e film targati Marvel.

Ma prima di lasciarsi prendere da paure e paranoie varie (del tipo "e se uno strumento del genere dovesse cadere nelle mani di un gruppo terroristico?") consideriamo un fattore finora messo in luce da pochi: Kogoro Kurata , l'ideatore dell'armatura-robottone che sembrerebbe tra l'altro essere controllabile anche da un banale iPhone, è innanzitutto un artigiano - un fabbro, per l'esattezza - e un artista.

Nel 2006 aveva presentato un laptop "steampunk" con tanto di barra spaziatrice in legno e tasto per alfabeto Morse montato sopra la trackball; l'anno dopo il suo Scopedog , una riproduzione scala 1:1 di un robot tratto dal serial animato Armored Trooper Votoms . Del 2009 la sua Fiat 500 Tank , bizzarro incrocio tra una vecchia utilitaria Fiat e un bulldozer.

Di certo, molti siti si sono affrettati a pubblicare il costo al quale la fantomatica Suidobashi metterebbe in vendita il Kuratas e probabilmente in giro per il mondo aspiranti dittatori, miliardari da strapazzo e altri elementi buoni per un b-movie d'azione ci avranno fatto su un pensierino e magari nelle ultime 24 ore avranno cercato di prendere contatti con la casa madre; ma soprattutto dopo aver guardato il video in cui una sorridente modella indossa casco e corpetto di protezione e testa l'esoscheletro , qualche dubbio viene. A un certo punto il robot sembra sparare bottiglie di plastica piene d'acqua; poi c'è una certa enfasi sugli armamenti pesanti, sul fatto che il bersaglio non sarà mancato (e c'è anche un malcapitato inseguito dal mirino elettronico del Kuratas) nonché sul fatto che per sparare al pilota basta sorridere. Il filmato quindi raccomanda di non ridere troppo per non fare una strage (se non è marketing virale per il remake di Robocop in uscita il prossimo anno, ci manca poco).

Questa parte troppo surreale per essere vera in fondo ci rassicura: il futuro in cui le strade saranno pattugliate da mostri meccanici tipo l'ED-209 di Robocop potrebbe essere ancora dietro l'angolo, ma non si avvererà per colpa di Kogoro Kurata. Che molto probabilmente in questo momento fa l'elenco dei siti che ci sono cascati o legge la posta che starà arrivando da tutto il mondo alla Suidobashi, e ride come un pazzo.

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