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iPad mini: tre motivi per comprarlo e tre per non farlo

Ovvero: pregi e difetti del nuovo tablet in formato ridotto di Apple

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UPDATE: dal 2 novembre è in vendita anche in Italia l'iPad mini. Questa volta, nel nostro Paese come nel resto del mondo, niente code né risse fuori dagli Apple store. Ecco, nel nostro articolo, un'analisi dettagliata dell'ultimo gioiellino della Apple con i tre motivi per comprarlo e i tre per non farlo.

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Ora che l’iPad mini ha finalmente un volto possiamo parlare a ragion veduta. E spingerci magari in qualche analisi di dettaglio.

Sulla carta, la mini-tavoletta di Cupertino potrebbe sembrare un mero esercizio di stile. Come se Tim Cook avesse detto ai suoi: prendete un iPad, sottoponetelo a una cura dimagrante e mettetelo in commercio a un prezzo più contenuto.

In realtà il nuovo “piccolo” di Apple nasconde tutta una serie di punti di forza (e di debolezza) che vale la pena analizzare più a fondo. Qui di seguito – come sempre – cercheremo di fornirvi tre buoni motivi per acquistarlo e altrettanti per non farlo.

Sì: le dimensioni
Il timore della vigilia (e anche quello di Steve Jobs a suo tempo) era quello di un dispositivo troppo piccolo per garantire un’esperienza d’uso a misura di polpastrello. E invece i tecnici e designer di Apple sono riusciti a far quadrare capra e cavoli. Le dimensioni, leggermente più elevate rispetto ai tablet della concorrenza (7,9 contro 7 pollici), e l’assottigliamento della cornice assicurano infatti una leggibilità e un livello di interazione più che soddisfacente.

Sì: la connettività
Qualcuno dava già per scontata l’assenza di un supporto 3G/4G , e invece l’iPad mini garantisce lo stesso livello di connettività del suo fratello maggiore, con tanto di LTE. Certo, le versioni “tutto compreso” costano 130 euro in più rispetto a quelle solo Wi-Fi, ma sapere che - volendo - l'iPad mini può essere utilizzato anche fuori dalla copertura Wi-Fi è una buona notizia.

Sì: il prezzo
Nella sua versione base (solo Wi-Fi, 16 Gb) il nuovo iPad mini costa 170 euro in meno rispetto al suo omologo da 10 pollici: 329 contro 499 euro. A conti fatti il risparmio è di oltre il 30%. Certo si tratta di due dispositivi profondamente diversi, ma per chi non va troppo per il sottile potrebbe trattarsi di un incentivo allettante.

No: il display
Lo schermo del nuovo iPad mini non è Retina, e fin qui nessun dramma. Il problema però è che la risoluzione complessiva è più bassa di quella della concorrenza: circa il 25% di punti in meno rispetto ai mini tablet di Amazon e Google: 1024 x 768 pixel (162 ppi) per l’iPad mini contro i 1280 x 800 pixel (216 ppi) del Kindle HD e del Nexus 7. Che, per inciso, sono pure più economici.

No: il processore
Il nuovo iPad mini si basa su un chip dual core A5, un “motore” che appare un po’ sottodimensionato rispetto a quello utilizzato dalla concorrenza, e in particolare da Google, che per il Nexus 7 ha scelto un quad-core da 1,5 GHz.

No: il prezzo
In rapporto ai tariffari Apple – lo abbiamo appena detto – l’offerta “mini” appare sicuramente allettante. Ma se si sposta il fuoco sull’intero mercato dei tablet "mignon", si scopre che i vantaggi non sono poi così evidenti. Anzi. L’iPad mini – nella sua versione base - costa il 65% in più rispetto ai 7 pollici della concorrenza; se si considera poi la versione Wi-Fi+3G si arriva a 459 euro, praticamente 70 euro in meno dell’iPad 2 (529 euro) e 170 euro del ricchissimo iPad di quarta generazione (629 euro). Ne vale la pena?

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