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Yahoo! rischia di dover pagare 2,7 miliardi di dollari. Per un libro messicano

Nel 2003 Yahoo! Mexico aveva stretto accordi con Idea Interactivas per distribuire una sorta di elenco telefonico d'avanguardia, per poi rescindere il contratto. Ora l'azienda messicana chiede un risarcimento folle

– Credits: Pelenga

Nella serata di venerdì, quando qui aveva fatto buio ormai da un pezzo, sul sito di Yahoo! è apparso un comunicato che aveva tutto l’aspetto di un pesce d’aprile scappato anzitempo dalla boccia di vetro delle panzane primaverili. “Oggi, la 49esima Corte del Distretto Federale di Mexico City ha emesso una sentenza non definitiva che stabilisce una multa di 2,7 miliardi di dollari contro Yahoo! Inc. e Yahoo! Mexico”. Purtroppo, quello che sembra in tutto e per tutto uno scherzo, è frutto di una vertenza reale, in cui un ex-partner commerciale del braccio messicano di Yahoo, Ideas Interactivas, ha chiesto alla compagnia di Seattle un risarcimento miliardario per non aver pubblicato tutte le copie di un libro.

Avete letto bene: un libro. O meglio, una sorta di Pagine Gialle dell'era del Web.

Riavvolgiamo il nastro di una decina d’anni. È il 2003, Yahoo sta ancora cercando di riprendersi dai postumi dell’esplosione della bolla dot-com, che solo due anni prima ha quasi vaporizzato il valore dell’azienda in borsa portandola al suo minimo storico. Mentre il quartier generale di Seattle è impegnato a sviluppare tecnologie di ricerche proprietarie (e ad arricchire così il proprio portafoglio brevetti), Yahoo! Mexico stringeva accordi con Ideas Interactivas per produrre e distribuire una sorta di elenco telefonico specializzato chiamato “Yahoo! Paginas Utiles”.

L’idea era quella di introdurre in Messico un elenco telefonico che contenesse imprese, uffici specializzati e tutti i numeri di telefono utili agli addetti ai lavori, tentando di scalzare la concorrenza con una tripla offerta che comprendeva una versione per la casa e l’ufficio, una da consultare in auto e un sito web. Secondo gli avvocati di Ideas Interactivas il contratto, che prevedeva un primo lancio da 800.000 copie e un secondo da 1,7 milioni, sarebbe stato d'un tratto rescisso unilateralmente da Yahoo!, causando così al partner danni per mancati introiti.

Per ora, Yahoo! si è limitata a rendere nota la cosa e a dichiarare che la vertenza non ha alcuna plausibilità e che in ogni caso l’azienda ricorrerà in appello. In effetti, la storia fa acqua da tutte le parti, a partire dall’ammontare della sanzione. Poiché le carte del processo non sono di pubblico dominio, qualcuno ragionevolmente ipotizza che la cifra sia stata erroneamente segnalata in dollari, mentre si tratterebbe in realtà di pesos, moneta corrente in Messico (2,7 miliardi di pesos, sarebbero 159 milioni di dollari).

Ma questi ragionamenti non sono abbastanza solidi per far breccia a Wall Street dove gli azionisti ancora oggi si grattano il capo cercando di capire cosa stia succedendo. Dopotutto, 2,7 miliardi di dollari non sono noccioline e per quanto Yahoo! possa liquidare la faccenda come un’assurdità, deve fare i conti con il ritorno di immagine che questa faccenda gli sta procurando.

Il libro miliardario di Yahoo! Mexico è andato ad accumularsi alla pigna di problemi che in queste settimane stanno togliendo il sonno alla nuova CEO Marissa Meyer. C’è da capirla, ha preso in mano le redini di un’azienda al collasso con il dichiarato intento di farla tornare la tech company di successo che era agli inizi. Ancora, però, deve liberarsi del pesante fardello ereditato dalle amministrazioni precedenti.

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