15988460580_85e8dfaafa_o
Internet

WeMake: l’internet delle cose passa da qui

Il design del futuro è sempre più digitale e open source: la competitività passa attraverso la collaborazione e la condivisione che si realizza nei makers space

Informazione pubblicitaria

In Italia, un’innovazione su quattro si registra a Milano. Nel 2010 la Camera di Commercio ha ricevuto più di 16mila richieste di depositi, di cui 2.481 brevetti per invenzioni. Ma quanto tempo impiega questo patrimonio per essere restituito sotto forma di prodotti, servizi e conoscenza ai cittadini del territorio che l’ha generato?

L’idea di Fablab e Makerspace territoriale pensiamo possa creare una nuova ecologia dell’innovazione sostenibile e diffusa, locale, connessa a reti globali come quella dell’open design e dei makers e in grado di facilitare l’innovazione distribuita.

WeMake è un centro di produzione urbano di nuova concezione: un laboratorio di 300mq attrezzato con strumenti di produzione e prototipazione avanzati a controllo numerico (stampanti 3d, macchine da taglio laser, frese, macchine da cucire professionali) messi direttamente a disposizione di un vasto pubblico di creativi per la realizzazione di prodotti di design in piccola serie, accessori, oggetti elettronici e di piccola elettronica indossabile.

Lo spazio WeMake rappresenta una piccola “fabbrica multifunzione” che azzera la differenza tra prototipo e oggetto finito e si rivolge ai nuovi designer-autoproduttori e piccole e medie imprese, facilitando la fase di prototipazione, iterazione rapida di soluzioni progettuali, produzione delle loro creazioni on-demand specialmente nell’ambito della moda e del design.

Lo spazio produttivo WeMake è infatti pensato per essere anche luogo d’incontro, co-creazione e aggregazione, in grado di favorire l’ideazione di prodotti innovativi e imprese creative attraverso la condivisione di idee ed esperienze interdisciplinari che ad oggi si trovano frammentate sul territorio e non beneficiano di una relazione continua con realtà di R&D.

Non da ultimo, le attività di formazione: un programma regolare di corsi base ed avanzati, da Arduino alla stampa 3D, passando attraverso le esperienze sui wearables.

Un ultimo approfondimento sul perché di questa iniziativa. Le tecnologie di prototipazione rapida e fabbricazione digitale si stanno infatti facendo strada nelle università, nelle scuole, nei laboratori sul territorio, nelle imprese e in studi di design, raggiungendo interessanti risultati alla luce di una progettualità rinnovata e consapevole del fatto che tali processi stanno diventando uno dei fattori chiave dell’evoluzione del design contemporaneo.

La digitalizzazione dei processi di produzione e distribuzione ha permesso il superamento dei limiti della produzione di massa industriale (grandi numeri e grandi investimenti), rendendo accessibile una produzione on-demand e in numeri ridotti con un elevato grado di personalizzazione e nello stesso tempo efficiente e di precisione.

Si sono quindi abbassate le barriere all’entrata e sempre più soggetti sono e saranno in grado di realizzare una produzione a controllo numerico in piccola serie a fronte di investimenti limitati.

Nonostante le opportunità che emergono dall’avere a disposizione laboratori assortiti con tali tecnologie digitali di fabbricazione e percorsi di 'making' nella formazione, educatori e ricercatori devono tenere a mente che la vera potenzialità di qualsiasi tecnologia non sono nella tecnica stessa o nel fascino che essa genera, ma nelle nuove modalità di progettazione e distribuzione che si generano.

Wemake ne è una prova concreta.

© Riproduzione Riservata

Commenti