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Google privacy: ecco perché l'Europa chiede chiarezza

Una task force dei governi europei (anche l’Italia) passa all'azione proponendo la modifica delle politiche di privacy e una multa salata

Credits: Daniel Morris, Flickr

Il Garante europeo per la privacy sembra avercela con Google. Le nuove politiche di privacy adottate nel corso del 2012, che permettono a Big G di concentrare i termini per tutti i suoi prodotti in un solo permesso, violerebbero la legge europea. Il Presidente del Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro ha infatti dichiarato: “Google non può ignorare le legge in materia di privacy che vigono in tutta Europa, l’azione dei garanti nazionali è mirata a riaffermare tale principio”.

I singoli garanti europei hanno chiuso la fase investigativa sulla nuove policy di Google e sono passati ad un’azione pratica di richieste di dietrofront e ammende nei confronti del colosso statunitense. Nello specifico le autorità di Italia, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi si sono uniti in una task force per evidenziare come la politica di privacy di Google cozzi pesantemente con la Direttiva europea sulla protezione dei dati. Il gruppo Articolo 29 ha evidenziato come Google sistematicamente tenda ad aggirare le leggi europee. Seppur l’esecuzione del rispetto della legge sia di competenza delle autorità nazionali piuttosto che Bruxelles, l’insoddisfazione della Commission Nationale de l’Informatique et des libertés (CNIL ) francese ha dato un ulteriore spinta verso una risoluzione veloce del caso, anche a causa della mancata presa di posizione di Google.

Già la Commissione nazionale francese per l’informatica e le libertà civili potrebbe imporre una multa massima di 150 mila euro che, relazionata ad ogni singolo paese, potrebbe raggiungere la cifra massima di 600 mila euro, non proprio spiccioli. Di contro Google afferma come la normativa per la privacy rispetti la legge europea permettendo di “creare servizi più semplici ed efficaci”. Nonostante una certa sicurezza, lasciano qualche dubbio le dimissioni del direttore della privacy di Google Alma Whitten che ha lasciato l'azienda dopo dieci anni di servizio.

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