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Spotify in Italia, in tempo per Sanremo 2013

Sbarca anche nel nostro paese il "re" dello streaming musicale: e in tempo per la kermesse canora sanremese

Credit: elab. grafica N.Battista

Il 12 febbraio sarà una data importante per la musica digitale in Italia: apre ufficialmente anche da noi il già popolarissimo Spotify, lanciato nel 2008 e presente negli Stati Uniti dal 2011.

Sembra curioso che per lo sbarco di un servizio così innovativo, che per molti ha segnato un modo diverso di fruire della musica, in Italia si sfrutti il "traino" dell'evento più tradizionale per la musica nostrana: il Festival di Sanremo. Di certo, cantanti e melodie dell'edizione 2013 saranno proposti in evidenza, grazie ad accordi con le case discografiche che offriranno i pezzi in esclusiva sul servizio dopo 48 ore dalla prima performance televisiva, e questo potrà certamente creare interesse nel servizio tra i fan della canzone italiana.

Re incontrastato dello streaming musicale, con un catalogo ricchissimo di brani musicali di major ed etichette indipendenti e la possibilità di ascoltarli all'istante, gratis - per la versione supportata da spot pubblicitari - e ad alta qualità, Spotify nei paesi in cui è attivo si è rapidamente ritagliato un secondo posto nel mercato della musica online, subito dopo Apple iTunes. In qualche paese - come la nativa Svezia - conta anche più di iTunes stesso. Ha funzionalità social e permette di condividere playlist.

In molte regioni - Gran Bretagna in testa - è stato finora la migliore soluzione alla pirateria di mp3: già, perché chi cercava musica gratis (e spesso perdeva ore ed ore per scaricare materiale magari scadente e incompleto dai più disparati servizi peer-to-peer) ha ora accesso a un immenso jukebox digitale a costo zero, a patto di sorbirsi qualche spot.

Ma sono in molti nel mondo - e sarà probabilmente così anche da noi - ad utilizzarlo anche in versioni a pagamento, che non solo sono prive di pubblicità (4,99 Euro al mese) ma consentono anche l'utilizzo su dispositivi mobili ed in viaggio (9,99 Euro mensili), anche in paesi dove il servizio non sarebbe altrimenti attivo.

Su Spotify.com per ora mancano ancora informazioni specifiche: il sito presenta ancora in homepage il generico messaggio che invita a lasciare la propria e-mail per informazioni sull'apertura del servizio nel proprio paese. Ma ormai è questione solo di pochi giorni.

Da alcuni mesi si rincorrevano in rete voci sulla prossima apertura in Italia: il nostro paese veniva incluso in una lista con altri paesi "papabili" per Spotify come Polonia e Giappone; poi, la notizia della ricerca di personale: in particolare di un manager per il lancio nel bel paese.

Che è risultata pochi giorni fa nell'annuncio della nomina di Veronica Diquattro (già in forza alla sede dublinese di Google, da cui aveva tra l'altro lanciato Android Market e Google Play nel nostro paese) e quindi all'annuncio "sanremese" di oggi.

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