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Sicurezza, velocità, affidabilità: così vediamo il futuro connesso

Juniper Networks ha chiesto a migliaia di consumatori, anche italiani, cosa si aspettano dalle nuove tecnologie. La risposta? Qualità ma anche protezione

Si parla sempre di più di 5G, connessioni veloci, streaming di video in 4K, giochi da scaricare in pochi minuti. Temi importanti, è vero, ma ancora troppo lontani da chi vive in zone d’Italia dove anche i 2 mega sono un miraggio. Vale allora la pena fare una riflessione più approfondita su ciò che il nuovo standard comunicativo, di quinta generazione appunto, porterà, non solo in termini di velocità del servizio ma di qualità a 360 gradi.

Al Mobile World Congress di Barcellona diverse compagnie attive nel settore delle telecomunicazioni, come Ericsson, Huawei e Nokia, hanno mostrato i loro prototipi di progetti basati sul 5G: auto connesse, dispositivi intelligenti, sensori avanzati di rilevazione del traffico. Persino Panasonic, che si occupa di tutt’altro, qualche settimana fa ci aveva fatto vedere a Francoforte il futuro della mobilità urbana, vissuta dentro uova su quattro ruote.

Ma le persone, compreso l’italiano medio, se ne fanno davvero qualcosa di tutte queste chiacchiere tecniche e di ampio respiro? Juniper Networks, che lavora proprio per sviluppare reti automatizzate, le cosiddette autostrade del web, ha condotto una ricerca su 4.800 individui in 16 paesi (tra cui l’Italia) per capire cosa si aspettano i cittadini dalle nuove tecnologie e in che modo pensano che queste possano migliorare la loro vita, a partire dalle smart city.

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– Credits: doctorho/Flickr

Il focus centrale è su ciò che in Juniper chiamano “Digital Cohesion”, ovvero un insieme di servizi e applicazioni che possono parlarsi tra di loro, seppur sviluppate da soggetti diversi. Ad esempio, oggi possiamo ricevere via email le notizie migliori a seconda degli interessi, ma la televisione connessa non ha ancora imparato qual è il nostro programma preferito. La webcam di sorveglianza ci avvisa quando entra qualcuno in casa ma ancora non sa che il cane ha un accesso privilegiato anche quando è tutto chiuso. Insomma, ci sono i dispositivi, c’è la tecnologia ma manca un filo conduttore, che renda i singoli componenti non solo validi individualmente ma “coesi”, appunto, in una visione globale che serva nel concreto.

La ricerca

Secondo i dati dell'analisi, il 60% dei consumatori si aspetta che l’ambiente circostante diventi più smart nei prossimi cinque anni, soprattutto grazie alle app. Il vantaggio principale sarà, per il 58%, il risparmio di tempo mentre il 43% pensa che i servizi intelligenti forniranno informazioni più utili per prendere delle decisioni. C’è molta fiducia nel fatto che la tecnologia possa aiutare a spendere di meno (ad esempio sulla bolletta della luce o i costi del riscaldamento) ma anche a contattare prima i centralini di emergenza, evitando le lunghe attese che attualmente ci tengono attaccati a una cornetta.

Reti aperte ma protette

Durante una chiacchierata in Spagna, Jennifer Blatnik di Juniper Networks ci ha detto: “La coesione si rende possibile con l’apertura delle reti. Marchi che producono oggetti diversi, per i clienti finali e le aziende, devono entrare nell’ottica di dover collaborare affinché i prodotti connessi interagiscano tra di loro. Solo in questo modo si può parlare di benefici reali nell’adozione del 5G e dei dispositivi in grado di viaggiare a tali velocità. Aprire non vuol dire trascurare la sicurezza. Tant’è vero che il 75% delle persone che abbiamo intervistato crede di poter vivere in modo più efficiente ma anche sicuro. Di questi, il 53% indica la sicurezza come il fattore più importante nella scelta di un nuovo smartphone o tablet e il 77% concentra nella fiducia un elemento fondamentale prima dell’acquisto o della sottoscrizione di un abbonamento”.

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– Credits: Juniper Networks

I progressi nella realizzazione delle infrastrutture permetterà di creare canali che Juniper definisce autogestiti, cioè integrati nell’architettura principale ma capaci di adattarsi alle necessità del momento. Un esempio? Se a casa avremo una connessione 5G, fissa o mobile, questa potrà essere divisa per tanti dispositivi e accessori differenti, in misura decisamente maggiore a ciò che possono accogliere i router casalinghi odierni. Ma non solo: la banda a disposizione non verrà spartita tra di loro in maniera imparziale, senza badare a chi fa cosa ma diffusa secondo criteri concreti. Lo smartphone sta scaricando un aggiornamento? Acquisisce più pacchetti. L’orologio sta solo controllando le email? Avrà una velocità minore. La PS4 sta giocando in multiplayer? Il collegamento aumenterà e diminuirà a seconda delle esigenze. Tutto ciò nell’ottica di costruire una società moderna che utilizzi il web sfruttandone tutte le sue capacità in maniera democratica, supportando la nascita di nuovi settori e potenziando quelli esistenti.

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