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SIAE - Google: accordo paneuropeo in "Armonia"

Il recente accordo tra un gruppo di società di autori che include la SIAE e Google segna l'inizio di una nuova fase per il diritto d'autore in Europa, con particolare riferimento alla Rete

Credit: Armonia / Google

Si chiama Armonia ed è un nome decisamente azzeccato per un consorzio di società di autori ed editori che hanno deciso di "suonare bene" insieme. Sotto questo nome sono raggruppate SIAE (Italia), SACEM (Francia) e SGAE (Spagna): tre delle più importanti società di collecting d'Europa e del mondo, soprattutto per quanto riguarda la musica, che di recente hanno stretto un accordo di licenza con Google - operativo dal primo novembre e grazie al quale anche in Italia sono sbarcati i servizi musicali di Google Play - che consente a Mountain View di utilizzare in ben 35 paesi un ricco repertorio di composizioni musicali.

La licenza è paneuropea, ma va anche oltre: "oltre 5 milioni e mezzo di opere, per i vari servizi offerti da Google (Google Play Music e Locker, VOD e altri) a clienti di tutti i paesi europei e, per certi repertori, delle nazioni euroasiatiche, del Medio Oriente, della penisola arabica, dell’Africa e del subcontinente indiano". Le tre società stanno già allargando il raggio d'azione, rappresentando vasti repertori come quello della divisione Publishing di Universal.

"Armonia è un importante passo avanti nella riforma in corso riguardante il licensing multiterritoriale in Europa" - dice Sami Valkonen, direttore del music licensing di Google - "in quanto aiuta a semplificare e velocizzare le procedure licenza di opere musicali, un aspetto cruciale per favorire una rapida innovazione da parte dei service provider di musica in digitale".

"Armonizzazione", talvolta, nel campo diritto d'autore è stata negli ultimi decenni una brutta parola. Stava a indicare le modifiche di leggi fatte in uno o più stati per conformarsi a direttive europee ed uniformare alcuni termini. Per esempio, fino a metà degli anni '90, la Germania aveva un termine di 70 anni dopo la morte dell'autore, perché un'opera entrasse nel pubblico dominio. In molti altri paesi, incluso il nostro, il termine era di 50. Molte operazioni di cosiddetta armonizzazione, hanno finito però per penalizzare utenti e operatori stessi del mercato. Talvolta, si è finito per creare situazioni di confusione, come per l'estensione di copyright sulle registrazioni discografiche in Europa. Contestata da più parti e di fatto mai ratificata da molti stati membri.

Fa perciò piacere ritrovare il termine Armonia associato invece a qualcosa di decisamente positivo quale la collaborazione tra agenzie di diversi paesi europei; e di innovativo, dato che il nuovo "sportello unico" è indirizzato soprattutto all'utilizzazione di musica online e mobile.

Importante perciò questo primo accordo, con un nome di spicco come Google. Ma ancor più il fatto che finalmente si concretizzi un esempio di licenza paneuropea. Colgono il punto le dichiarazioni di Manlio Mallia, Vice Direttore Generale della SIAE: "La SIAE accoglie con favore l’introduzione di questo nuovo servizio in Italia, che migliorerà l’offerta di musica nel Cloud. L’hub Armonia opera a beneficio dei titolari dei diritti e dei service provider. Pertanto si tratta di un passo nella direzione indicata dalla Commissione Europea e anticipa gli scopi della Direttiva sulla gestione collettiva nell’aggregazione dei repertori. Può essere considerato un progresso nel processo di implementazione dell’Agenda digitale europea".

Che sia la volta buona, e possibilmente la fine delle ostilità nel vecchio continente tra le varie BUMA/STEMRA, GEMA, PRS for Music e simili, in una nuova fase in cui le vetuste Società di collecting si trasformeranno finalmente - come da troppo tempo si auspica - in agili sportelli in grado di rilasciare licenze paneuropee senza troppa burocrazia, per gli operatori del mercato discografico digitale e in generale per i grandi utilizzatori di musica in Rete.

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